“Una bambina che sorride con la maglia della mia squadra del cuore. Cosa c’è di più bello? Dov’è l’offesa?”. Sono le parole scritte su Facebook dal ferrarese Marcello Micai, uno dei leader della curva nord dello stadio Paolo Mazza, che nella propria foto profilo ha messo Anna Frank con la maglia della Spal.
Eppure, l’uso dell’immagine della ragazzina ebrea deportata nei campi di concentramento durante il Nazismo sta suscitando polemiche da ogni lato dopo che domenica sera foto simili (Anna Frank con la maglia della Roma), sono state usate da un gruppo di ultrà della Lazio per insultare gli avversari.
Su Repubblica Mario Calabresi ha scritto: “Come è diventato possibile che Anna Frank sia considerata un modo per offendere? Ribaltiamo i piani, restituiamole il suo valore, trasformiamola in un omaggio, non lasciamola sola e in mano all’ignoranza. E allora Anna Frank siamo tutti noi, può e deve avere la maglia di ogni squadra, essere parte della nostra vita. Ogni club dovrebbe farne una bandiera, per rispondere senza esitazione alla deriva degli estremisti delle curve”.
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