Al grido “liberi di scegliere”, domani pomeriggio alle 17,30, a partire da porta Adriana a Ravenna, le persone contrarie al decreto Lorenzin sull’obbligatorietà di 12 vaccini per la frequenza delle comunità infantili e scolastiche manifesteranno per tutto il centro storico, fino alle 22. E lo faranno con il supporto di Giorgio Gustavo Rosso, l’editore del Gruppo Macro che per lo stesso motivo ha fatto lo sciopero della fame e si è incatenato a Cesena.
Tra loro ci sarà anche Marina, la cui figlia 23enne ha ottenuto dallo Stato il riconoscimento del danno da vaccino che l’ha inchiodata a una sedia a rotelle con un ritardo psico-motorio. E poi Elena, che per diverso tempo ha combattuto per rimettere a posto l’intestino del figlio di quasi quattro anni colpito da continue diarree iniziate a suo dire dopo i vaccini.
“Il contrasto tra no vax e pro vax non esiste ed è una bufala. Esistono solo persone che vogliono poter scegliere quel che riguarda il corpo dei propri bambini”. Questo il commento, durante la presentazione dell’evento, di Marco Rossini, ex consigliere territoriale del Movimento 5 Stelle e padre di un bambino di sette anni non vaccinato e di una di undici che ha sofferto per tanto tempo di continue dermatiti “a causa delle quali gli stessi medici ci hanno fatto sospendere le vaccinazioni”.
E mentre Veronika Scianna, un’altra mamma, sta cercando di organizzare anche a Ravenna il gruppo faentino Libera Scelta, dal nome dell’omonimo coordinamento nazionale, Rosso invita i genitori che vogliono decidere se vaccinare i propri figli o meno (o quali vaccini fare) a non preoccuparsi troppo in vista di settembre, quando ricominceranno asili e scuole: “Se ci saranno prese di posizione pubbliche rilevanti, come quella della Provincia di Bolzano in sede al Consiglio regionale dell’Alto Adige, che all’unanimità si è espresso contro il decreto, o quella dell’assessore regionale della Valle D’Aosta Chantal Certan, che ha paragonato il decreto a una legge del ventennio fascista, tutto si fermerà. Se continueremo a fare la nostra parte in questi mesi, alzando la voce in tutte le sedi, presto verranno richieste le dimissioni del Ministro. Non credo che il decreto, incostituzionale com’è, arriverà a settembre“.
Tra le voci della protesta anche quella di Michela Venturini del Comilva, che 23 anni fa vide nel figlio, dopo i vaccini, disturbi del sonno, dell’alimentazione e dermatiti: “Da allora sono diventata obiettrice e la mia seconda figlia non è stata vaccinata”.
“Il primo risultato che hanno ottenuto con questa propaganda e questa caccia alle streghe – ha detto Rosso, che venticinque anni fa si vide escludere da scuola il figlio perché non vaccinato e che da ben prima studia la materia – è di far credere alla gente che i bimbi non vaccinati siano untori capaci di tramettere agli altri chissà quali malattie. Nulla di più falso”.
Le manifestazioni continueranno lunedì 12 giugno a Faenza (ore 17) e a Imola (alle 20) e martedì 13 giugno a Bologna (piazza XX Settembre dalle 7,30 alle 12,30)
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