Prostituta 36enne: “Costretta per mantenere mio figlio”

Police officer delay prostituteAvevo partorito da poco, ero rimasta senza nessuno e ho scelto questo lavoro. Come mi sento quando lo faccio? Uno schifo, devo accettare tutto, l’odore di alcol di certi clienti, la puzza dello sporco”. Sono le parole di una 36enne marocchina intervustata da La Libertà sulle strade di Piacenza, mentre si prostituiva.

La donna ha raccontato che ha iniziato a lavorare cinque anni per mantenere il figlio di sei mesi dopo la separazione dal marito: “Prima o poi cambierò vita ma per ora devo aiutare il mio piccolo che vive in Marocco con la nonna. Deve mangiare, studiare e vestirsi, non posso abbandonarlo”.

La donna, che nei giorni scorsi è stata oggetto dei controlli dell’operazione anti-prostituzione della Municipale denominata “Scorpione”, non è certo la sola in queste situazioni, come ha spiegato un agente: “Alla domanda se non provino fastidio a farsi toccare da tutti, la maggior parte crolla e scoppia a piangere”.

 

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  1. Posso dire che ho conosciuto diverse donne, che hanno cambiato più volte il mestiere di prostituta, tornando in via definitiva a quest’ultimo, come madre e figlia, meretrici consapevoli, le quali sfasciavano le rispettive autovetture di grossa cilindrata di continuo. In effetti, con il corrispondente grosso guadagno, le medesime prostitute possono benissimo rifiutare certi clienti.

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