Rosa Cuomo

Nove classi, 190 alunni. Gli stessi che la didattica a distanza, in questi mesi, ha spesso spento e inchiodato a tablet, cellulari e divani. In quelle condizioni, l’ora di educazione fisica è stata tra le più penalizzate. Dal liceo artistico «Nervi-Severini» di Ravenna, per riattivarli, l’insegnante Rosa Cuomo si è inventata una sfida, triste nel vederli davanti a uno schermo a fare teoria.

«Dopo aver lavorato a lungo sugli aspetti teorici – racconta la prof – ho sentito il bisogno di stimolare i miei ragazzi e le mie ragazze anche sul piano fisico, anche perché non avevano la possibilità di praticare le classiche attività sportive pomeridiane. Così, utilizzando gli strumenti tecnologici che già usavamo per le lezioni, ho lanciato un progetto sperimentale, la Lyceum Challenge Cup: periodicamente, ognuno di loro doveva scegliere tra la camminata sportiva, la corsa e la bicicletta, muovendosi per massimo un’ora e comunicandomi, con un video, l’inizio e la fine dell’attività, così come lo screenshot dei chilometri fatti».

Oltre ad avere un effetto immediato sulla riattivazione fisica degli studenti, la sfida ha aumentato le occasioni di contatto: «Ho ricevuto quotidianamente video, messaggi, testimonianze del fatto che ai ragazzi piaceva partecipare. Fondamentali sono stati il supporto della dirigente scolastica Mariateresa Buglione, e di tutto il team del sostegno, che ha preso parte al progetto facendo partecipare gli alunni speciali che continuavano a essere in presenza».

Per Rosa Cuomo i risultati sono stati, principalmente, due: «Entrare nel quotidiano dei ragazzi, spronandoli a togliersi il pigiama e a uscire di casa per muoversi. Ma anche recuperare la relazione con loro. C’è, poi, chi ha avuto dei risultati fisici importanti, come un ragazzo che ha perso nove chili».

In totale, i chilometri percorsi sono stati 6.109, 82, che tradotti sulla mappa dell’Europa hanno avuto un significato anche metaforico per gli studenti, che si sono divertiti a capire quanto, quei passi, li avrebbero portati da Ravenna a Madrid, da Vienna a Zurigo, da Monaco a Ravenna e non solo: «A vincere è stata la prima G, che con 1.213, 62 chilometri ha praticamente percorso l’Italia in lungo. Una soddisfazione bellissima in un anno disastroso».