La mamma di Francesca Guccini, insegnante di scuola primaria, sostiene che sua figlia ebbe l’idea quando andava alle superiori. L’educatrice Federica Verrillo, che ha i genitori testimoni di Geova, ricorda invece quanto, durante l’ora di alternativa, gli altri la facessero sentire esclusa e diversa. Giulia Guerra, illustratrice, da figlia di atei ha ricevuto tutti i sacramenti fino alla cresima. Ma oggi fatica a riconoscersi in un credo.
“Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?”, edito da Edizioni Epoké – La Torretta, è il prodotto della magia scattata tra le tre, che fino a qualche anno fa non sapevano nulla l’una dell’altra: “Da studentessa prima e da maestra poi – racconta Francesca, che è di Castel San Pietro – ho sempre avvertito un grande vuoto rispetto allo studio delle religioni. Fino a che, quando sono diventata mamma sei anni fa, quei pensieri sono tornati alla mente: come avrei raccontato a Vera le diversità religiose? Ma solo quando, a un corso di formazione su Munari, ho conosciuto Federica, che è di Imola e lavora in un nido, l’idea di lavorare sul tema ha finalmente preso il volo”.
Con l’obiettivo di rivolgersi ai bambini ma anche agli insegnanti per farne uno strumento didattico, Francesca e Federica si sono messe a fare ricerche, incontrando via via i capi spirituali delle confessioni che andavano ad analizzare e non dimenticando gli atei. Nel frattempo, grazie a un docente dell’Isia di Urbino, si sono messe in contatto con Giulia Guerra, che nel Ravennate molti conoscono per le visite animate alle mostre di Immaginante: “Quando, a sorpresa, il mio amico mi ha portato a conoscere Francesca e Federica, ho capito nel giro di pochi minuti che avrei detto sì all’ennesima pazzia. E così, pur non sapendo nulla di religioni, mi sono imbarcata nell’impresa”.

Il mese scorso, dopo aver presentato la loro pubblicazione al Salone del Libro di Torino, le tre autrici hanno replicato alle Serre dei Giardini Margherita di Bologna, dove hanno organizzato un vero e proprio raduno tra capi spirituali: “Alcuni di loro, che ci avevano dato una mano nel momento della raccolta delle informazioni, non potevano credere che avessimo davvero pubblicato un libro, come se fino a quel momento avessimo scherzato. Speriamo che possa davvero essere letto dai bambini ma anche aiutare gli insegnanti a barcamenarsi in una materia così complessa, rispondendo alle tante domande che nascono in classe”.
Scritto per buona parte in rima e facendo ricorso a semplici glossari, il libro propone, dopo la spiegazione di ogni religione, un laboratorio pratico, dalla preparazione del pane azzimo all’ascolto di alcune musiche indiane, passando per l’esecuzione di alcuni gesti meditativi tipici del buddhismo.
“Credo che questo libro – conclude Federica – possa essere utilizzato fin dalla più tenera età grazie a un linguaggio semplice e a illustrazioni molto immediate e di facile accesso”. Ma che possa soprattutto, come precisa Francesca, aprire opportunità: “Le prime prove che ho fatto nella mia scuola hanno avuto effetti benefici: abbattere alcuni dei tabù che ruotano intorno alle religioni aiuta i bambini a lasciarsi andare e a interagire di più, raccontandosi senza paure”.
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