Coriano, esposto del sindaco contro due papà gay


Alfonsine sì, Bologna sì, Coriano no.

Nella cittadina in provincia di Rimini la sindaca Domenica Spinelli ha negato nelle settimane scorse di trascrivere l’atto di nascita dei figli gemelli di due papà. Dopo aver bloccato la trascrizione, Spinelli ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Rimini sottolineando il fatto che la coppia di uomini sia perseguibile per aver utilizzato all’estero una tecnica di procreazione che in Italia è evitata, quella della gestazione per altri (in gergo, utero in affitto).

I due papà, intanto, hanno annunciato battaglia: sarà valutato l’operato del sindaco che, secondo il loro legale, è stato discriminatorio.

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, ha così commentato: “La sindaca non si accontenta di mettere alla berlina la famiglia di due papà che aveva richiesto la trascrizione dell’atto di nascita dei loro figli. Fa il massimo che può per trascinarli in tribunale senza curarsi degli effetti sulla serenità di quella famiglia e sui loro bambini. Nega ai bambini il diritto a un pediatra, all’asilo comunale, all’istruzione pubblica per colpire i genitori e farsi propaganda politica, un comportamento innominabile. Ci appelliamo perciò al buon senso e all’umanità di tutti gli altri amministratori della provincia di Rimini e della Regione Emilia-Romagna perché si impegnino a rispettare le richieste delle famiglie omogenitoriali e a considerare con sensibilità e umanità le loro istanze. La mancanza di una legge non ha impedito a molti sindaci (oltre Torino, Bologna e Milano anche il nostro vicino di Gabicce) di procedere con le trascrizioni garantendo così i diritti fondamentali dei minori. Pur comprendendo che gli approcci in mancanza di una legge chiara possono essere diversi, è fondamentale che le istituzioni garantiscano fattivamente a queste nuove famiglie e ai loro bambini e bambine la serenità di potersi rivolgere a loro trovando rispetto, comprensione, accoglienza e privatezza. È fondamentale l’impegno a riconoscere queste famiglie come parte del tessuto cittadino e degne di rispetto e tutela anche oltre la dimensione burocratica. Questi sarebbero doveri fondamentali delle istituzioni ma a quanto pare oggi si è arrivati a un tale imbarbarimento che è necessario dichiararlo esplicitamente. Chiediamo perciò ai e alle rappresentanti delle istituzioni l’impegno a tutelare i diritti di tutte le bambine e i bambini e a garantire la dignità delle loro famiglie arcobaleno in tutti i modi possibili”.

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