La bambina è affetta da displasia dell’anca, patologia conosciuta anche come lussazione congenita dell’anca, ed era stata ingessata più volte, a partire dai primi giorni di vita. In questi casi la testa del femore non finisce nella parte del bacino che la deve contenere ed è dislocata verso l’alto. Questa malformazione provoca un’andatura irregolare e zoppicante, causa artrosi e forti dolori. La piccola, 4 anni, aveva subito anche un’operazione (in una struttura fuori regione) che non aveva risolto il problema con specialisti e medici vari che scuotevano la testa e si dicevano pessimisti circa un possibile esito favorevole di un altro intervento. Fino a quando non è arrivata a Bologna, all’Istituto ortopedico Rizzoli, dove è finita sotto i ferri per due volte: a settembre e a novembre. Adesso la bimba può guardare al futuro con ottimismo assieme alla sua famiglia: adesso deve tenere un gesso, poi passerà a un tutore plastico ma fra qualche mese potrà finalmente cominciare a camminare correttamente.
La sua vicenda è stata raccontata dal quotidiano il Resto del Carlino che ha intervistato il dottor Stefano Stilli, direttore dell’Ortopedia pediatrica del Rizzoli, il quale ha specificato che interventi così complessi a Bologna ne capitano circa una trentina l’anno: “Siamo un centro altamente specialistico per questa patologia, abbiamo la casistica più alta d’Italia e siamo tra i primi in Europa”. Una vera eccellenza medica che un po’ tutti ci invidiano, dunque, e che ha risolto un altro caso che altrove era stato dato per ‘perso’. Un successo che il dottor Stilli condivide con tutto il suo staff.
Per maggiori informazioni sulla displasia congenita dell’anca, patologia che in Italia colpisce una percentuale inferiore all’1% della popolazione, si può consultare qui la scheda medica dell’istituto ortopedico Rizzoli.
A questo link invece alcune informazioni sul reparto di Ortopedia e traumatologia pediatrica del Rizzoli diretto dal dottor Stefano Stilli.
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