Esclusa dal nido perché non vaccinata. Ma secondo i giudici del Tribunale di Reggio Emilia i genitori della bimba la cui domanda di ammissione non era stata accettata né dal Comune di Carpi né da quello di Correggio non hanno ragione. Il ricorso dei due genitori obiettori contro la Regione Emilia-Romagna (la prima a varare una legge sull’obbligo vaccinale al nido) e le due Amministrazioni comunali è stato rigettato.

“Evidente – si legge nelle motivazioni della sentenza – come il sacrificio di una convinzione personale, imposto dall’obbligo vaccinale e dalla sua previsione quale condizione di accesso ai servizi per l’infanzia, è del tutto proporzionato e giustificato dall’esigenza di tutela di valori superiori. Di nessun pregio sono le considerazioni dei ricorrenti secondo cui al momento non vi sarebbe una ‘emergenza sanitaria da rischio epidemico’ tale da giustificare le misure adottate dal legislatore e, di conseguenza, dalla pubblica amministrazione, poiché 1) trattasi di affermazioni prive di qualsiasi fondamento, fattuale e scientifico, 2) se anche fosse vero che al momento la copertura vaccinale è superiore alla soglia ‘critica’, questo altro non sarebbe che un effetto virtuoso dell’obbligatorietà delle vaccinazioni. Il ché depone, a maggior ragione, per l’infondatezza della tesi dei ricorrenti”.