Da Modena arrivano i risultati del primo studio italiano sullo screening della drepanocitosi, detta anche anemia falciforme, una malattia ereditaria dei globuli rossi.

Come riporta La Gazzetta di Modena, a lavorarci sono state la struttura complessa di Pediatria a indirizzo onco-ematologico, il servizio trasfusionale e il laboratorio centralizzato dell’Azienda ospedaliero – universitaria di Modena e dei consultori familiari dell’Azienda Usl.

Dal 31 maggio 2014 è attivo nella provincia un programma screening effettuato su donne in gravidanza e neonati a rischio di emoglobinopatia. Il progetto ha consentito di valutare, in quasi tre anni, l’assetto emoglobinico di circa 17.077 donne in gravidanza. Di queste donne, 993 hanno presentato alterazioni emoglobiniche e per questo l’analisi del profilo emoglobinico è stato eseguito anche sul sangue cordonale dei loro 1011 neonati. Di questi ultimi, lo 0.4% è risultato affetto da drepanocitosi mentre l’8.9% è risultato essere portatore di anemia falciforme.

“Individuare precocemente un neonato con anemia falciforme – ha detto il professor Lorenzo Lughetti – è utilissimo a noi pediatri perché ci permette di impostare una terapia preventiva che riduce la mortalità, altrimenti elevata, determinata dalle infezioni ricorrenti a cui questi pazienti sono particolarmente sensibili”.

L’esigenza di identificare precocemente i neonati affetti da drepanocitosi è nata dal fatto che in provincia di Modena c’è un elevato tasso di migrazione da zone in cui la malattia endemica (Africa Sub-sahariana).