“La sua morte mi ha prostrato. Ho pianto per settimane”. Lo ha detto in udienza Manuela Racci, che è stata per nove mesi l’insegnante di filosofia di Rosita Raffoni, la sedicenne suicidatasi buttandosi dal tetto del liceo classico di Forlì, tre anni fa.
Come scrive Il Resto del Carlino, la prof durante il processo che vede i genitori della ragazza imputati per maltrattamenti (il padre anche per istigazione al suicidio) ha raccontato del rapporto speciale che si era creato con Rosita: “Era una ragazza meravigliosa. Speciale. Con una potenzialità smisurata. Mai avevo visto in uno studente una capacità critica così forte. Negli ultimi due mesi si era aperta, almeno con me. Tra noi la corrispondenza si era accentuata. A fine anno le dissi: ‘Ti do 10. Perché mi hai regalato tanto…’. Poi la abbracciai. Lei mi sorrise. Commossa. E replicò: ‘Sa prof, la mia vita fa schifo… Però adesso andrò in Cina… così mi sentirò finalmente libera… e non tornerò più…’”.
La docente ha aggiunto che né lei né i colleghi avevano ben valutato i problemi che la ragazza poteva avere avuto a casa.
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