Bologna premia l’oncologa dei tumori dei bambini

Domani venerdì 16 giugno alle 11 nella cappella Farnese di Palazzo d’Accursio il sindaco di Bologna Virginio Merola consegnerà la Turrita d’argento (il  riconoscimento che il Comune riserva alle personalità che si distinguono per l’eccellenza nelle arti, nella scienza e nella cultura) a Emanuela Palmerini, medico oncologo e ricercatrice di 42 anni.

Nella sua carriera, Palmerini ha svolto ricerche a New York, Stoccolma, Parigi, Genova, Madrid, Milano. Nel giugno 2016 a Chicago, durante il più importante appuntamento mondiale del settore, ha vinto il prestigioso premio “Conquer Cancer Foundation Merit Award” della Società americana di oncologia clinica (Asco) per la sua ricerca sul sarcoma di Ewing nella quale ha dimostrato l’efficacia di un nuovo trattamento chemioterapico su pazienti con malattia metastatica, una rara forma di tumore alle ossa che colpisce soprattutto i bambini.

Quel premio, spiega una nota del comune di Bologna, “ha sottolineato l’importanza che la ricerca si focalizzi sempre più sui tumori rari, spesso “dimenticati”, laddove risulta difficile reperire fondi quando manca l’interesse da parte delle case farmaceutiche”. Emanuela Palmerini è autrice di numerose pubblicazioni su riviste internazionali e il suo curriculum è pieno di attestazioni e ricerche. Attualmente coordina uno studio di “fase 3” sulla sinovite pigmentosa all’ospedale Rizzoli: una eccellenza nel campo medico-scientifico del nostro territorio che opera per sconfiggere i tumori.

A inizio anno è finita nella lista delle ‘50 persone da tenere d’occhio’ nel 2017 redatta dalla rivista on line Wired. Tanto per dare un’idea, lei è la numero 48, il presidente statunitense Donald Trump il 40 e quello russo Vladimir Putin il 49. Al Resto del Carlino aveva dichiarato i suoi obeittivi per quest’anno: “Sto lavorando a due protocolli di immunoterapia – aveva detto Palmerini -, uno con il Geis, gruppo spagnolo attivo sui sarcomi, e un altro in collaborazione con l’università di Oslo: cercheremo di individuare i fattori di risposta al trattamento per indirizzare i pazienti verso le terapie più adatte per ogni persona. Sono approcci sperimentali”.

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