Rinviata al 13 giugno la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna rispetto al ricorso presentato da 22 famiglie riminesi nei confronti della legge che impone, a partire da settembre prossimo, la somministrazione delle quattro vaccinazioni obbligatorie come requisito d’accesso ai nidi.
“Si tratta di una importantissima vittoria – ha detto Luca Ventaloro, legale del Comilva che sostiene il gruppo dei ricorrenti “E pur si muove” – perché i giudici non hanno rigettato le tesi sull’impossibilità di vaccinare i bambini a causa della indisponibilità del vaccino anti-difterico, ma anzi hanno deciso di andare a fondo e vederci chiaro su tale aspetto. Ora il Ministero della salute, Aifa e industria farmaceutica dovranno tirare fuori i vaccini singoli perché l’attuale situazione di incertezza e impossibilità di vaccinarsi con i soli 4 vaccini obbligatori per legge potrebbero rispondere a logiche speculative che vanno ad unico vantaggio delle case farmaceutiche. Ora nessun bambino non vaccinato, fino a decisione definitiva della giustizia, potrà essere rifiutato da scuole e asili”.
Speranzoso anche Lorenzo Guidi, uno dei ricorrenti, che ha un bimbo di quasi due anni: “Il colpo inferto alla legge è forte perché se il Tar avesse ritenuto perdenti le nostre istanze, avrebbe rigettato il ricorso. Continuiamo a ribadire che il criterio delle vaccinazioni per l’accesso ai nidi sia discriminatorio. E continuiamo a dire che non si possono imporre quattro vaccinazioni se, nei fatti, vige l’impossibilità di somministrare solo quelle, visto che il vaccino singolo per la difterite non c’è”.
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