La donna “disse basta ma non urlò”. Non fu stupro

violenza donneUna sentenza che fa già discutere. Si tratta di un caso di stupro. Anzi, no: presunto stupro. Perché, come ha sentenziato il tribunale di Torino, il fatto non sussiste. O, meglio, qualcosa è successo, eccome. Ma non sufficiente a configurare un reato. La donna, che ha denunciato tutto, “ha detto basta ma non ha urlato“. Cioè se ne deduce che la copula c’è stata e, almeno dopo un certo momento, non è stata esattamente consenziente ma la vittima (pardon, la presunta vittima) doveva gridare e disperarsi. Abbastanza da convincere il giudice.

E’ successo, come riportano i media locali, a Torino nel 2011 tra due membri della Croce Rossa: un dirigente e una collega che lavorava con contratto interinale. L’imputato non ha mai negato palpeggiamenti ed altre effusioni ed ha sempre sostenuto che la donne fosse consenziente. Il magistrato gli ha creduto, sebbene il pubblico ministero avesse chiesto una condanna a 10 anni. Al momento del fatto la donna, si legge nelle motivazioni della sentenza “non ha tradito quella emotività che pur doveva suscitare in lei la violazione della sua persona”. Durante il processo la donna fra le lacrime era riuscita a dire: “Con le persone troppo forti, mi blocco”. Questa ed altre circostanze hanno portato all’assoluzione dell’imputato mentre la donna, che da piccola aveva subito abusi in famiglia, dovrà rispondere delle accuse di calunnia.

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