Latte per i prematuri: la novità da gennaio negli ospedali

Una 29enne di Napoli è stata arrestata con l’accusa di aver cercato di uccidere la figlia di tre anni mettendo delle benzodiazepine, dunque psicofarmaci, nel biberon della bambina. 

L’episodio è avvenuto durante un ricovero della piccola (resosi necessario per alcuni approfindimenti diagnostici), nel mese di dicembre, all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Durante la degenza, la bimba era andata due volte in arresto cardiorespiratorio ed era salvata dai sanitari. Dopo che i medici hanno avuto per le mani i referti, sono partite le indagini.

All’origine del gesto della donna, che ha anche due bambine più piccole, potrebbero esserci forti tensioni con il marito. Ma tra le ipotesi c’è anche la sindrome di Munchhausen per procura -un disturbo psichiatrico che spinge i genitori ad arrecare un danno fisico al figlio per farlo credere malato così da attirare l’attenzione su di sé – di cui la madre soffrirebbe. A fine dicembre i carabinieri avevano notificato alla donna un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, con divieto di avvicinamento (valido anche per il marito) alla bambina ricoverata e alle due sorelline.

La bimba, ha fatto sapere l’ospedale, “grazie al tempestivo intervento del personale sanitario e alle cure rese possibili dall’ambiente ospedaliero, la bambina è fuori pericolo e in buone condizioni”.