Incinta di nove mesi: la dimettono e dopo poco perde il figlio

sala operatoria corsia ospedaleSoffocato dal cordone ombelicale. Questa l’ipotesi più accreditata rispetto a quanto successo ieri notte all’ospedale Vizzolo Predabissi di Melegnano, alle porte di Milano. Simona Othman, 33anni, che avrebbe dovuto partorire il 18 gennaio il piccolo Jonathan, due giorni fa si era presentata in ospedale al pronto soccorso perché in preda a forti dolori addominali.

Dopo due ore, però, era stata dimessa con tutte le rassicurazioni del caso, salvo iniziare a perdere sangue in serata. Tornata in ospedale, le è stata somministrata l’epidurale per il parto naturale, anche se a un tratto i medici hanno riscontrato che il battito del bambino era troppo flebile e hanno deciso per un cesareo d’urgenza. Ma il bimbo era già morto.

La famiglia della donna ha sporto denuncia. E la Procura di Lodi ha aperto un’inchiesta. 

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Commenti:

  1. Purtroppo c’è’ in Italia una forte carenza di letti in ospedale per gravidanze patologiche. Lo dico a buona ragione avendo avuto nella pur civilissima Milano una tragica esperienza personale al proposito. Se mancano i posti letto, i medici non possono ricoverare tutte le gravide che accedono al pronto soccorso e ne avrebbero bisogno anche solo prudenzialmente. Le gravidanze a rischio sono in aumento a causa dell’età materna più avanzata, della maggiore prevalenza di malattie metaboliche ed altre cause ancora. Tutto il sistema di assistenza alla maternità va profondamente ripensato, dando la possibilità di assistenza ostetrica anche domiciliare alle gravide a rischio ed aumentando i posti letto dedicati.

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