
Per motivare la sospensione, il preside ha tirato fuori dalle scartoffie un regio decreto del 1928 che recita così: “I comportamenti di vostro figlio, ripetuti, costanti ed ingravescenti, esplosivi, oppositivo-provocatori, sono patologici, da gestire in adeguata sede di cura e non in contesto scolastico”. Così, Andrea, 7 anni, è stato sospeso per 9 giorni da scuola, un istituto scolastico parificato a conduzione religiosa di Roma. Prima ancora si era preso altri due giorni di sospensione, comunicati oralmente e sempre con lo stesso consiglio: “Curatelo, per favore. E’ un pericolo per se stesso e per gli altri”.
Ma in quell’istituto dalla retta salatissima e frequentato da figli di Vip e classi dominanti, il piccolo non è più tornato. Come racconta la Repubblica, i genitori lo hanno spostato in una ‘normalissima’ scuola pubblica. La colpa del bambino? Avere comportamenti aggressivi e violenti frutto, dice la famiglia, di alcuni problemi di logopedia non affrontati adeguatamente dalla scuola. Insomma, il bambino, nonostante l’affiancamento di un insegnante di sostegno, è ‘rimasto indietro’ e in seconda elementare ha più difficoltà degli altri a leggere e a scrivere e così avrebbe scaricato la sua frustrazione in comportamenti a dir poco esuberanti.
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