pediatra“Sembrerebbe che le necessità sanitarie del bambino si limitino a quella di nascere e di trovare un pediatra“. Punto. La denuncia è forte e viene da Giuseppe Sessa, appena eletto presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia. La riflessione del medico parte della constatazione che il 90% degli ospedali con reparti di ortopedia per adulti tratta anche la traumatologia pediatrica dal momento che le strutture attrezzate in grado di gestire i traumi dei bambini in Italia non sono sufficienti. Paradosso: proprio questo tipo di traumi sono la principale causa di morte nei minori di 15 anni.

I numeri dicono che nel nostro Paese ci sono 20 strutture ospedaliere o universitarie dotate di unità di Ortopedia e Traumatologia pediatrica mentre gli ospedali infantili sono solo 11: molte regioni neanche ce l’hanno, intere zone restano scoperte. Sessa specifica: “Non esiste una reale politica sanitaria sulla medicina specialistica pediatrica ospedaliera. Sono ben definiti i punti nascita, le pediatrie ospedaliere e la pediatria territoriale, ma la strutturazione dell’assistenza specialistica non è altrettanto contemplata”. Gli specialisti della Siot ricordano come fratture all’apparenza banali rischiano di essere curate in maniera poco adeguata da chi si occupa genericamente di adulti e anziani con gravi conseguenze sulla salute dei piccoli pazienti.

Di fronte a tali carenze strutturali, la proposta che avanza la Siot è quella di creare team di ortopedici ‘virtuali’, che possano intervenire sul web “al fine di affrontare in maniera adeguata casi complicati che necessitano interventi urgenti”.