Qual è la città più criminale d’Italia? Rimini. Il Sole 24 Ore, nel suo annuale report, non ha dubbi: secondo le statistiche del quotidiano economico la città malatestiana è al primo posto. Un dato dovuto al fatto che nel 2015 sono stati denunciati 7791 reati ogni 100mila abitanti. Rimini fa peggio di Milano (seconda), Bologna (terza) e di tutte le provincie del Sud; un primato frutto di 1071 furti con destrezza, 52 furti con strappo, 78 furti d’auto, 604 furti in abitazione, 326 furti negli esercizi commerciali, 18 estorsioni, 3 riciclaggi, e 337 tra frodi e truffe informatiche.
Andrea Gnassi, sindaco e presidente della provincia di Rimini, però, non ci sta e fornisce una diversa interpretazione dei numeri parlando di “paradosso statistico da tempo conosciuto e confutato anche formalmente, negli anni passati, da Prefettura e Questura ma che prosegue pur, bontà loro, spiegando gli esperti che la provincia di Rimini sconta la ‘correzione’ dei flussi turistici che non viene assorbita dall’analisi statistica (si tratta mediamente di 15 milioni di presenze di ospiti che sfuggono al numero di residenti ufficiali) e comunque il volume complessivo dei reati è un decimo rispetto a quello di Roma o Milano”.
Piuttosto Gnassi fa notare “la propensione per la denuncia che nel territorio regionale continua a rimanere alta attestando la solidità della fiducia nelle forze di polizia e che “l’analisi mette in evidenza come la crisi economica abbia messo in moto un meccanismo di ‘maggiore attrattività’ nei confronti della criminalità da parte di quei territori che meglio si difendono dalla difficile congiuntura economica”. Il sindaco poi lancia un appello per avere rinforzi sul territorio: “Senza uno Stato che metta la sicurezza al posto principale della sua agenda, i territori e le forze dell’ordine sui territori saranno costrette sempre di più a fare affidamento sulle proprie capacità e sul proprio impegno e volontà. Questo è il vero problema da risolvere, non una graduatoria”.
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