Sarà che ha due figli di sette e otto anni, che ha fondato le associazioni “La Giraffa” (nel 1996) e Orsa Maggiore (nel 2014), lavorando per anni a contatto con bambini e adolescenti. Fatto sta che Marco Benati, presidente dal luglio dell’anno scorso di Start Romagna, la società di trasporto pubblico dell’area romagnola, alle famiglie tiene molto. E per i prossimi tre anni di mandato, uno dei suoi obiettivi è portarne sempre più sui mezzi, “visti ancora come seconda opzione davanti alla necessità di spostarsi”. Oltre al cambiamento culturale, Benati (che presiede anche Mete, il consorzio tra Start e i privati) ha il pallino delle nuove tecnologie, che secondo lui possono segnare la svolta, implementando nuovi servizi, come in parte già accade: “Aumentare il numero di utenti, sia per decongestionare le città che per sostenere il trasporto pubblico, che è comunque più sicuro di quello sui mezzi privati, è possibile se si sostiene una domanda nuova: non solo quella di informare meglio, che presto potremmo fare grazie a un servizio di sms con i quali ognuno di voi si vedrà notificare sul telefonino gli orari del bus richiesto, ma anche quella di comprare, per esempio, un biglietto con lo smartphone, convalidandolo grazie al codice QR. Cosa che è già possibile fare con un’apposita App”.
Tra le novità, ci sono anche gli autobus family friendly, dove un’isola protetta è riservata non solo alle carrozzine delle persone disabili ma anche ai passeggini: “Gli ultimi bus hanno un contenimento tale per cui non sono necessarie le cinture. Il passeggino, insomma, non scivola via durante il tragitto”. Presto si partirà anche con un progetto di messa in sicurezza delle pensiline.
Sul tema sicurezza, poi, grazie a un accordo con la Prefettura una ventina di mezzi sono stati dotati di telecamere di videosorveglianza. Le immagini sono accessibili a polizia a carabinieri, in modo “da fare sentire chi viaggia più sicuro e da agire da deterrente verso i malintenzionati”.
Quanto alle agevolazioni per le famiglie numerose (con quattro o più figli), grazie alla normativa regionale basta presentare l’Isee (non superiore a 18mila euro) per vedersi riconoscere il diritto di un abbonamento annuale a 80 euro (per una zona): “In generale, i nostri abbonamenti costano circa la metà di quelli tedeschi e un quarto di quelli inglese. Di fronte a una spesa di qualche centinaia di euro all’anno una famiglia può storcere il naso. Ma forse nessuno ha mai fatto il calcolo di quanto viene a costare la seconda auto. Il problema è tutto culturale: si ha l’abitudine di pensare che si è autonomi solo se si circola sui propri, di mezzi. E pochi conoscono la vastità della nostra offerta, che consente di andare comodamente ovunque”.
Tra i sogni di Benati, c’è quello di un servizio a chiamata, flessibile e snello, che consenta, per esempio, di rispondere alle esigenze “sanitarie” degli utenti: “Penso, che so, alla casa della salute di San Pietro in Vincoli, dove ci sarà anche un pediatra. O alla Pediatria dell’ospedale di Ravenna, che sta diventando l’unico riferimento anche per i bacini di Lugo e Faenza. Le famiglie, anche in base si bisogni del’ultimo minuto, potrebbero accedere a una rete ‘on demand’, che credo sia il futuro”. Un pezzo di futuro già diventato realtà, invece, è quello che sta interessando il collaudo di un sistema che consente ai bus di essere geolocalizzati: “Dal proprio telefono si può vedere dov’è il mezzo, così da uscire di casa o dall’ufficio solo quando sta arrivando alla fermata”.
Intanto, a fare la parte del leone sui bus sono sempre gli studenti: “Quando inizia la scuola, per noi è sempre un dramma, visto che ogni istituto si comporta a modo suo con gli orari di entrata e uscita. E noi non possiamo decidere di cambiare orari o tragitti, ma solo proporlo ai Comuni. Come ci dicono gli autisti, in ogni caso, i bus sono un vero osservatorio dei cambiamenti, dei costumi, delle abitudini. In tempo reale, siamo in grado di vedere come mutano le esigenze e si trasformano le persone e le famiglie. Stiamo notando, per esempio, come verso Ravenna arrivino moltissimo studenti dall’asse Alfonsine-Mezzano e come da Lugo ci sia una gran richiesta di trasporto scolastico verso Faenza”.
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