abortoUn uomo che è costretto a mettere i proverbiali puntini sulle i. Con una compostezza disarmante, considerato che ha perso la figlia e i nipotini da poche ore. Eppure Salvatore Milluzzo, padre di Valentina, la donna di 32 anni morta domenica scorsa all’ospedale Cannizzaro di Catania assieme ai due gemellini di cinque mesi che portava in grembo, ribatte fermamente tutte le accuse: ai microfoni di Repubblica ribadisce le parole riferitegli dal medico di turno della struttura: “Finché il cuoricino batte io non posso precedere, sono obiettore di coscienza”.

Parole che arrivano all’indomani della disperata difesa del direttore generale dell’ospedale siciliano e all’annuncio dell’indagine su dodici medici: “Non c’è stata alcuna obiezione di coscienza da parte del medico che è intervenuto perché non c’era un’interruzione volontaria di gravidanza, ma obbligatoria chiaramente dettata dalla gravità della situazione”, aveva detto il dirigente. Frasi che immediatamente sono state rilanciate su tutti i media delle associazioni ‘pro vita’ e antiabortiste e commentate con una solerzia e, a tratti, perfino con un entusiasmo che non rendono onore alla povera Valentina.

Il genitore racconta lo strazio delle ultime ore della figlia: “E’ rimasta senza assistenza dalle 9.30 fino alle 3 del pomeriggio… Da fuori sentivamo grida terribili…. ‘Si tratta di colica renale, non vi preoccupate’ ci hanno detto. Ed hanno chiuso la porta. Poi mia mia moglie è entrata da sola e l’ha vista. Era collassata con la temperatura a 34 e la pressione a 70. L’ha schiaffeggiata ed ha chiamato aiuto. ‘Mamma, sto morendo’, le ha detto”.

Qui il link al video di Repubblica.