donne africane, straniere, immigrateNegli ultimi mesi si è verificato un caso di tubercolosi tra uno dei richiedenti asilo ospitato in una struttura ravennate. Ulteriori controlli hanno permesso di individuare altre tre persone contagiate: due operatori della struttura e un altro immigrato. C’è stato inoltre anche un caso di malaria. Lo rende noto l’Ausl premurandosi di specificare che non ci sono pericoli di contagio.

In riferimento al caso di Tbc “il paziente – riferisce al Resto del Carlino Raffaella Angelini, direttrice del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl – è stato ricoverato, curato e dimesso quando non era più contagioso. Ora sta seguendo la terapia, che dura diversi mesi, ma ripeto, non è più contagioso”. Quindi “non c’è stata diffusione della malattia: le positività riscontrate possono derivare da contatti avvenuti chissà quando. I tre positivi sono stati controllati con rx toracica, che ha escluso la malattia, e sono stati poi indirizzati al pneumologo per valutare se intraprendere una terapia di chemioprofilassi”.

Quanto alla malaria, anche in questo caso non ci sarebbe da preoccuparsi perché “sul nostro territorio, non si può trasmettere da persona a persona, perché qui non c’è la zanzara anofele”. La Lega Nord, accusando l’Ausl di aver ritardato la comunicazione del fatto, fa sapere: “I prefetti sono lasciati soli davanti ai richiedenti asilo che sbarcano sulle nostre coste; scaricando i costi finanziari e sociali sulle comunità”.