In Emilia Romagna ci sono 1.367 a rischio sismico, alle quali se ne aggiungono 827 in aree a rischio idro-geologico. Lo dice il Consiglio nazionale dei geologi, che dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia ha scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, richiamando i dati 2011/2012

Francesca Rispoli, membro del consiglio dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna, come scrive BolognaToday ha richiamato l’attenzione anche sull’importanza di inserire un geologo all’interno dell’Osservatorio per l’Edilizia Scolastica. Stessa valenza per il fascicolo del fabbricato, documento che a suo parere andrebbe introdotto per conoscere la storia di ogni singolo edificio. E servirebbe, secondo lei, inserire a scuola anche terremoto, bambini e mamma sotto il tavolo

“I dati sull’edilizia scolastica aggiornati dalla Presidenza del Consiglio parlano di numeri impressionanti – scrivono i geologi nella lettera indirizzata al ministro -. In Italia ci sono circa 28.000 scuole ricadenti in aree sismicamente attive, ad alto o elevatissimo rischio sismico, alle quali se ne sommano altre 7000 ricadenti in aree ad elevato rischio idrogeologico. Un problema tutto geologico, che meriterebbe maggiore attenzione e un approccio culturale completamente diverso. Parliamo di un patrimonio edilizio che per il 60% è stato costruito prima del 1974, anno di entrata in vigore delle prime norme antisismiche, molti altri sono stati costruiti o messi in sicurezza prima del 2000, o comunque in epoca antecedente alla revisione delle mappe sismiche e la conseguente revisione normativa del 2009. Conseguenza ne è che la stragrande maggioranza degli edifici scolastici è stata progettata o adeguata seguendo criteri di protezione antisismica in parte o del tutto inadeguati alla reale sollecitazione sismica attesa”.