montagne russeSiete in piedi da circa quaranta minuti e avrete fatto più o meno dieci metri.
La bambina davanti a voi inizia a mostrare segni di cedimento.
Ho sete, dice.
Ecco l’acqua.
Che schifo, è calda.
Carolina, ho solo questa.
Sono stanca di stare in fila.
Amore, per le cose belle bisogna aspettare.
Ma io non so se sarà una cosa bella dato che è la prima volta che ci vado.
Vedrai ti piacerà tantissimo e se hai paura mi stringi la mano.

No. Deve essere bellissimo dato che ci siamo fatti sei ore di macchina per ‘sta montagna russa, interviene il padre.
Rocco, non dire queste cose alla pupa che poi ci rimane male.
Lella, più che una vacanza mi sembra un viaggio della speranza. Coda per uscire da Roma, attese per arrivare qui, file pure qui dentro.
Proprio in quell’istante tre ragazzetti scavalcano le transenne e sopravanzano tutti.
Ecco vedi poi ci stanno anche i maleducati, questi giovani di oggi che non rispettano chi è qui a soffrire e a sudare. Povera Italia.
Papà, mi sa che sono stranieri perché li ho sentiti che parlavano in inglese.
Lo sapevo. A casa loro sono tutti perfettini e quando vengono qui si permettono di fare quello che vogliono.

Rocco, ti prego calmati, stai esagerando.
No, è una questione di principio. Comunque è colpa nostra che nel mondo diamo questa idea qui. Dobbiamo iniziare a dare segnali forti. Tipo riportarci a casa la Gioconda.
Ti senti di intervenire.
Scusi, i ragazzi sono passati avanti perché avevano il braccialetto giallo. Vuol dire che hanno pagato di più per saltare la fila.

Lo sapevo, è sempre una questione di soldi. Che poi se lo sono comprati con i soldi dei genitori che magari fanno le guardie giurate come me a cinque euro all’ora.
Non sai cosa ribattere, per fortuna arriva il suo turno e Rocco sparisce dietro il tornello.
Papà, sono stanca di aspettare, mi compri un braccialetto anche a me, dice tua figlia.
No, amore costa troppo.
Vedi che allora aveva ragione Rocco?

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