Come viene studiato, Dante, a scuola? E come dovrebbero esserlo, invece? Sono alcune delle grandi domande che caratterizzeranno il festival Dante2021, in programma a Ravenna dal 14 al 18 settembre (con un antipasto di piccole letture dal 7 al 10) grazie a una partnership tra Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e Accademia della Crusca.
Il festival, sotto la direzione artistica di Domenico De Martino, volge lo sguardo al 2021, quando saranno passati settecento anni dalla morte del Sommo Poeta. Una data in vista della quale, ha detto il sindaco Michele De Pascale, “Matteo Renzi ci ha assicurato l’impegno del governo nel creare una sinergia tra Ravenna e Firenze e avviare così le celebrazioni a livello nazionale”. Una sfida importante, ha sottolineato il neo assessore comunale alla Cultura Elsa Signorino: “Abbiamo tutte le caratteristiche per reggere allo sforzo che questo anniversario ci richiede”.
L’edizione 2016 punta a rendere l’autore della Divina Commedia accessibile a tutti, senza perdere la qualità con cui il padre della lingua italiana verrà raccontato e spiegato al grande pubblico: “Vogliamo presentare Dante in modo più divulgativo, non rinunciando a mantenere un alto livello”, ha precisato Lanfranco Gualtieri, presidente della Fondazione Cassa. Su questa linea si inseriscono i progetti per far conoscere Dante ai giovani come l’evento “Dante nella scuola e dintorni”: nel tardo pomeriggio del 14 settembre, negli Antichi Chiostri Francescani, i docenti universitari Claudio Giunta e Marco Grimaldi, guidati da Stefano Salis del Domenicale del Sole 24 Ore, parleranno di come Dante deve farsi largo tra banchi e lavagne.
“Quest’anno – ha detto Antonio Patuelli, presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna – ci ispiriamo alla citazione della Commedia ‘A piè del vero il dubbio’ che ci fa capire come Dante fosse in anticipo rispetto ai tempi a favore della libertà e del pluralismo. Uno spirito che contraddistingue tutto il programma”.
Qui il sito con il programma completo
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