Sua mamma è ‘tecnicamente’ morta lo scorso 20 febbraio. La portarono in ospedale per quello che pareva un banale mal di testa ma dopo poche ore fu dichiarata la morte cerebrale. Era un ictus, di quelli che non perdonano. La donna, la portoghese Sandra Pedro di 37 anni, è stata tenuta in vita altri 107 giorni nella struttura San Jose di Lisbona giusto per fare da ‘incubatrice vivente’ per il bambino che da 17 settimane portava in grembo.
In realtà le speranze di salvarlo erano poche ma quell’esserino alla fine ce l’ha fatta e alcuni giorni fa è venuto alla luce con un parto cesareo per le lacrime di gioia del padre Miguel Angelo Faria, operaio 30enne, e di tutto il personale dell’ospedale che in questi tre mesi e mezzo hanno cantato filastrocche e ninne-nanne al piccolo mentre accudivano la madre: “Questo bambino sta dando un senso alla mia vita”, ha detto il padre ai media locali. Lo hanno chiamato Lourenco. Poi l’ultimo doloroso gesto: sono state staccate le macchine che ancora tenevano artificialmente in vita la madre.
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