Rimini, il destino punisce gli amanti killer: stanno morendo

carabinieri polizia forze dell'ordinePiù che dalla legge vengono puniti dal destino. Nel giro di ventiquattr’ore, nel marzo 2014, gli amanti diabolici uccisero Lidia Nusdorfi, ex e madre dei figli di lui, e Silvio Mannina, ultimo amante della donna. Lei a coltellate, in una stazione di Mozzate, in provincia di Como; il cadavere di Mannina, invece fu ritrovato nella palude del lago Azzurro a Santarcangelo. Per questo il fornaio albanese Dritan Demiraj, allora 29 anni, e la cameriera di Riccione Monica Sanchi, 36, sono stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a 30 anni di galera. Ma nessuno di loro due sconterà la pena. Non, una volta tanto, per le falle del sistema giudiziario italiano ma perché la loro vita è destinata a finire molto prima. Entrambi, infatti, stanno morendo.

Come ricorda Il Resto del Carlino, lei ha una rara forma di tumore al midollo che la sta velocemente consumando. Le gambe e il tronco sono paralizzati, non ha scampo, la sabbia nella clessidra sta finendo. Ormai le è rimasto solo il tempo di pentirsi, come va facendo da qualche tempo, e di meditare sui crimini e sulle bugie raccontate (anche in tv fra le lacrime) nell’imminenza del duplice omicidio: “Sono innocente”, giurava piangendo come un agnellino.

Anche lui, l’albanese dal ghigno prepotentello (sfoggiato anche durante il processo), è agli sgoccioli. E’ in coma profondo e irreversibile in un letto d’ospedale a Parma. In carcere è stato pestato da un ex pugile romeno. Lo ha massacrato senza pietà, proprio come Demiraj aveva fatto con le sue vittime. Fine della storia. Dio c’è, come dicono i credenti? Chi lo sa, certo che qualche indizio a favore stavolta non manca.

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g