Evitare di creare traumi nei figli, tornare a comunicare, lasciarsi alle spalle la rabbia e il rancore nell’ottica di un benessere che giovi alla famiglia intera. La counselor Francesca Topi lavora anche come mediatrice familiare (certificata Aimef) all’interno del co-working del“Sogno del Bambino” di Forlì (via Pelacano 8/a). Dove incontra anche coppie che hanno intenzione di separarsi o in corso di separazione.
Coppie che si trovano a dove gestire un momento di forte cambiamento e che vivono una serie di questioni non semplici: dal come comunicare la separazione ai figli minorenni a come organizzare aspetti più pratici come le spese scolastiche o le vacanze estive. Questioni che, quando il conflitto è forte, rischiano di diventare drammatiche.
“Le coppie che incontro – spiega Topi – sanno che il mediatore non sta dalla parte di nessuno, che non c’è chi vince o chi perde, che la fiducia tra ex coniugi non può venire meno, sennò la mediazione si interrompe”. Uno degli ostacoli maggiori è capire che i figli non possono essere strumentalizzati o diventare paracolpi e che gli ex coniugi non saranno mai anche ex genitori, perché il ruolo educativo non viene mai meno”.

Questo non significa che lo scontro non sia necessario: “Il conflitto va portato in superficie, altrimenti la mediazione non funziona. Le emozioni sono importanti e non vanno nascoste: semplicemente, vanno espresse senza perdere di vista il rispetto, che è una delle prime regole che metto”.
Chiaramente la mediazione non dà ricette: “Si cerca di aiutare l’ex moglie e l’ex marito a tirare fuori le risorse per gestire al meglio la nuova situazione di vita. A volte basta fare un passo indietro, spostando l’attenzione sui figli e non soffermandosi solamente sul proprio disagio e la propria sofferenza, per iniziare un buon percorso. Che, in molti casi, dà eccellenti risultati“.
Attraverso dialogo, ascolto e comunicazione, la coppia passa dal posare gli occhi sul mediatore al parlarsi e guardarsi di nuovo: “Lì capisco che i due adulti si stanno rimettendo in gioco. Quando non avviene, passo la palla allo psicoterapeuta o all’avvocato, figure con le quali collaboro. Non sempre è la mediazione la strada più opportuna”.
Info Francesca Topi 349/1402596
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