Ha parlato con franchezza, si è rivolta apertamente al proprio datore di lavoro per lamentarsi di non potersi permettere un bene primario, il pane. Lui pare proprio che non sia commosso. Anzi, a stretto giro di posta (elettronica) è arrivato il licenziamento in tronco. Una triste storia che arriva dal paradiso del cosiddetto libero mercato: gli Stati Uniti. La donna, impiegata nella californiana Yelp, multinazionale che fornisce ‘servizi’ on line, ha scritto direttamente a Jeremy Stoppelman il brillante 38enne ebreo di ottima famiglia, prodotto di eccellenza della Harvard business school che già nel 2004 ha fondato Yelp, società di cui è amministratore e che vanta 3mila dipendenti. “Da quando ho iniziato questo lavoro non posso permettermi di fare la spesa, il pane per me è un lusso – ha scritto la poveretta, 25 anni -. Hai appena speso 300 milioni di dollari per comprarti una app che ti porta il cibo a casa e una delle tue impiegate non ha nemmeno i soldi per fare la spesa”.
Dopo due ore la 25enne è stata licenziata. Da prendere otto dollari e cinquanta centesimi all’ora per un lavoro da centralinista per Eat24, app per ricevere cibo a domicilio, è passata al niente più assoluto. Le hanno tolto l’account di posta elettronica e poi una telefonata le ha comunicato “l’interruzione del rapporto”. Stop. Senza diritti, senza assistenza, senza rete: una modalità piuttosto frequente oltre Oceano. L’azienda non ha voluto commentare il licenziamento ma ha precisato che non è avvenuto in relazione alla lettera d’accusa. Stooppelman quindi non si sarebbe comportato come l’ottocentesco padrone delle ferriere ma ci sarebbero ragioni più profonde che però, bontà sua, non ha voluto comunicare dando adito alle più svariate illazioni.
La ragazza ha ricevuto moltissimi messaggi di solidarietà ed ha specificato: “Devo risparmiare il più possibile per pagare l’affitto del mio appartamento che dista 40 miglia dal posto di lavoro. E’ la sistemazione più economica che sono riuscita a trovare e che fosse vicino a una fermata del treno. Ogni giorno comprare il biglietto per andare a lavorare mi costa 11 dollari tra andata e ritorno”. Chissà ai giovani rampolli di Harvard insegnano come risolvere questi problemi.
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