In Australia 40 deputati su 150 sono donne. E già questo è un primo segnale, anzi due. Primo: per far funzionare uno Stato (e la terra dei canguri in questo momento sotto tutti i punti di vista, come si usa dire, ci dà le piste) è sufficiente un numero limitato di politici. Secondo: mentre qui ci si perde in chiacchiere su “quote rosa” e “meritocrazia”, altrove il ‘girl power’ è un dato di fatto. Più di un quarto della Camera australiana è in mano al sesso femminile: se non sono segnali questi…
Così la nuova norma appena entrata in vigore è quasi scontata: la regola, approvata dopo tre gravidanze quasi simultanee, statuisce che durante le sedute sarà permesso alle deputate di tenere i loro neonati e di allattarli al seno. Proprio così: i bebè possono entrare in aula ed essere coccolati ed accuditi dalle loro mamme.
Complimenti all’Australia dunque e speriamo che anche gli altri Paesi si dimostrino finalmente all’altezza. Per tornare alle nostre latitudini, lo scorso gennaio la spagnola Carolina Bescansa di Podemos fu criticata propri per aver portato e allattato il suo bebè in Parlamento mentre altri precedenti simili risalgono al 2012 con la socialista catalana Iolanda Pineda e al 2010 con la berlusconiana Licia Ronzulli che portò la figlia Vittoria, sei mesi, all’Europarlamento.
In questo articolo ci sono 0 commenti
Commenta