Andrea Serri
Andrea Serri

A scuola di tifo. Perché che nello sport l’importante sia divertirsi e partecipare, di questi tempi, bisogna dirlo, ripeterlo, ribadirlo ancora. E perché, il tifo, si fa solo a favore. E a chiederlo ai grandi sono proprio i più piccoli, in un gioco delle parti rovesciato. Andrea Serri, coordinatore regionale e delegato provinciale Minibasket Scuola Ravenna, dopo gli ennesimi episodi di parapiglia e risse tra genitori sulle tribune dei campi di calcio (non ultimo quello del fine settimana scorso nel Faentino), è ancora più convinto del percorso di prevenzione che la pallacanestro sta affrontando con i più piccoli. A beneficio, anche, degli adulti.

“Il basket – dice – non è certo immune dall’ansia da prestazione che i genitori trasmettono ai figli: qualche parola fuori posto può senz’alto volare anche dai nostri spalti. Ecco perché il Comitato regionale della Fip ha adottato due iniziative di grande rilievo”. La prima è il codice etico che obbliga le società ad un comportamento corretto, costringendole a dare il buon esempio. All’interno del codice etico, che viene consegnato alle famiglie al momento dell’iscrizione, si parla anche del comportamento da tenere durante le partite. Un’iniziativa che anche il Coni e il Panathlon hanno adottato di recente, con due documenti – uno per lo sportivo e uno per il genitore – che dovrebbero sortire lo stesso effetto: tenere salda l’attenzione sul perché il ragazzo sta giocando su quel campo e sugli atteggiamenti giusti che deve avere chi lo sta guardando disputare la gara.
foto 1 (7)Ma a rappresentare davvero la svolta, secondo Serri, è la Scuola di Tifo riservata ai più piccoli (7-10 anni): “Un momento di aggregazione in cui allenatori e giocatori spiegano ai mini atleti il modo migliore per tifare, sempre a favore di compagni e beniamini. I bambini ascoltano, si emozionano e poi tifano per i loro compagni”.
Ma davvero tocca agli allenatori condurre questa operazione educativa? “In pratica abbiamo privilegiato l’aspetto educativo a quello tecnico, molti campionati Minibasket sono senza classifica per educare invece allo sport ed alla vita, compito che purtroppo le famiglie delegano sempre più spesso ad agenzie educative come le società sportive. Con i genitori, in ogni caso,, comunichiamo costantemente sui comportamenti giusti da tenere”.