Medico ed ecografiaOltre 7.200 donne nel mondo perdono ogni giorno i loro bambini a causa della morte in utero. Lo scrive “Quotidiano Sanità” riprendendo una serie di articoli appena lanciati dalla rivista “The Lancet” che trattano appunto il tema delle prevenzione degli aborti spontanei evitabili. Secondo gli esperti, infatti, oltre il 90% dei casi che avvengono nel mondo potrebbero essere evitati, anche nei paesi sviluppati, Italia inclusa.

Secondo gli autori, in Italia il tasso di morte in utero è stabile intorno al 3 su mille, una gravidanza su 350 circa, sei casi al giorno. La metà resta senza causa, con un elevato rischio di ricorrenza. La morte intrauterina, dicono anche gli scienziati,  è una tragedia per le famiglie e può avere un serio impatto a lungo termine dal punto di vista psicologico, sociale e finanziario: “Il 30% delle donne colpite da morte in utero si ammala di depressione post partum, e molti sintomi di ansia e depressione rimangono stabili anche durante la gravidanza successiva e persino dopo la nascita di un bambino sano, molto spesso a causa di un inadeguato supporto all’elaborazione del lutto”.

La maggior parte delle morti in utero – si aggiunge – si potrebbero prevenire con una buona qualità delle cure erogate durante la gravidanza, il travaglio e il parto. Non solo: gli aborti andrebbero considerati al parti delle morti neonatali e delle morti materne, a fronte di una rivelazione spesso assente dei dati.

“Lutto fantasma” – come viene anche definita – la morte in utero è spesso una tragedia silenziosa ignorata dalla società. L’associazione CiaoLapo Onlus, la prima in Italia ad occuparsi di prevenzione, perdita e lutto in epoca perinatale, ha partecipato alla realizzazione degli studi. Romagna Mamma aveva parlato dell’associazione qui.