
Nessuna fatalità. Davanti alle ultime morti per parto Rosalba Paesano, docente al dipartimento di Scienze ginecologiche e ostetriche dell’università La Sapienza di Roma, non parla affatto di “tragica fatalità”. Secondo la professoressa, infatti, molte donne potrebbero salvarsi con un semplice esame per la trombofilia ereditaria e i problemi correlati. Come ha spiegato al quotidiano “La Repubblica”, basta un prelievo di sangue per scoprire se una donna durante la gravidanza è a rischio di morte per patologie cardiovascolari.
Un test che, secondo la scienziata, non viene ritenuto necessario dal Ministero della Salute perché “costa troppo”: almeno mille euro, visto che le mutazioni genetiche da indagare sono quindici, e per ognuna si spendono almeno 80 euro . Dall’alto della sua esperienza di perito giudiziario in tribunale, Paesano è in grado di dire che nove volte su dieci le morti per parto sono causate proprio da patologie di questo tipo. “La maggior parte delle donne sul punto di partorire – ha detto – arrivano al pronto soccorso senza aver fatto l’esame che potrebbe salvare loro la vita”.
Se una donna dovesse infatti risultare positiva all’esame, le terapie per farle vivere la gravidanza e il parto senza rischi ci sono eccome: dall’eparina all’aspirina, passando per l’acido folico. Il punto è che, secondo la professoressa, l’esame viene somministrato solo alle donne che hanno avuto già tre aborti.
In questo articolo ci sono 0 commenti
Commenta