Non è ancora arrivato il picco ma i casi di influenza sono già quasi 200mila in Italia, come fa sapere il monitoraggio della rete Influnet, coordinata dall’Istituto superiore di sanità. I più colpiti sono i bambini: a fronte di un’incidenza complessiva pari a 0,78 casi per mille assistiti, nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 2,61 casi per mille assistiti. Nelle prossime settimane, complici le temperature più fredde, i casi sono destinati ad aumentare. A questo proposito Ansa salute ricorda come comportarsi nel caso in cui i bambini abbiano la febbre. Il decalogo è stato realizzato in occasione del prossimo convegno di infettivologia e vaccinologia pediatrica.
1. Per la misurazione impiegare solo il termometro elettronico digitale e solo sotto l’ascella. La via rettale è causa di sconforto e di incidenti.
2. Far visitare in giornata il lattante febbrile, perché è frequente la possibilità di infezione batterica grave.
3. Se la febbre non si abbassa non intestardirsi con l’antibiotico: non sempre la febbre è causata da infezione.
4. Rispettare le dosi prescritte dal medico o indicate nel foglio illustrativo.
5. Rispettare i tempi di assunzione.
6. Novanta minuti è il tempo massimo entro il quale deve essere atteso l’effetto dell’antipiretico.
7. La via di somministrazione è sempre quella orale, salvo casi rari.
8. No ai ‘rimedi della nonna’: spugnature, ghiaccio, o stracci bagnati sono non solo inutili, ma anche controproducenti: causano brivido e quindi innalzamento della temperatura e malessere nel bambino.
9. La crescita dei dentini non provoca febbre.
10. Attenzione alla malaria se il bambino con febbre è di ritorno da un Paese ad endemia malarica.

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