Telecamere al nido: la battaglia continua nonostante il divieto

asiloGli asili nido e le scuole materne non possono utilizzare webcam all’interno delle strutture. Il garante per la privacy ha infatti vietato qualsiasi sistema di sorveglianza e punito i trasgressori. Un divieto arrivato anche a Ravenna, nello specifico riguardante il nido “I Pargoli” di Ponte Nuovo. Alcune realtà pertinenti al mondo dell’infanzia hanno deciso comunque di istallare sistemi di videosorveglianza, contravvenendo alle normative in vigore.

Il Pianeta dei Bambini, franchising di nidi e materne, da diverso tempo sostiene una battaglia istituzionale con relativa petizione (Romagna Mamma ne aveva parlato qui) per poter utilizzare le telecamere criptate: “Ad oggi non è possibile adottare tale procedura che rischierebbe di portare i nidi e le materne ad una forte sanzione nonché alla chiusura del servizio. L’adozione di impianti di videosorveglianza ‘fai da te’ da parte servizi poco attenti a norme e leggi prestano il fianco a molteplici obiezioni”.

Tra le obiezioni, la prima è che “la disponibilità delle immagini da parte della titolarità dell’asilo mette in condizione questa di attuare azioni volte a nascondere evidenze ‘scomode’ per la sua reputazione, ad esempio cancellando determinati filmati”. La seconda è che “la videosorveglianza in chiaro in presenza di educatrici deve richiedere esplicita autorizzazione dalla direzione territoriale del lavoro (non è sufficiente il benestare delle interessate) incorrendo altrimenti in azioni penali contro l’asilo”. La norma prevede poi che le registrazioni debbano essere cancellate entro 24 ore dal momento della loro raccolta vanificando così l’uso dello strumento in fase di indagine. Non vi è, poi, alcuna garanzia che le immagini trasmesse in chiaro utilizzando la rete non possano essere intercettate da terzi con le conseguenze immaginabili.

Il Pianeta dei Bambini afferma di volere continuare ad impegnarsi costantemente per poter utilizzare le telecamere al nido e alla scuola materna “con l’autorizzazione ufficiale del garante della privacy e del ministero del lavoro, con l’auspicio che la sua liceità sia estesa a tutte le strutture destinate ai minori”.

La pagina Facebook dedicata alla campagna è qui

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