La psicologa: “Il sesso è una cosa bella, parlatene con i vostri figli”

tuofiglioL’educazione sentimentale e sessuale, nelle scuole italiane, stenta ad entrare. E la responsabilità di trattare l’argomento, per forza di cose, ricade nelle mani dei genitori. Con tutte le ritrosie, timidezze, perplessità e paure del caso. Ecco perché la nota psicologa Anna Oliverio Ferraris ha scelto di rivolgersi proprio alle mamme e ai papà. Ai quali mancano il più delle volte le parole giuste per barcamenarsi tra mestruazioni, masturbazione, contraccezione e compagnia. “Tuo figlio e il sesso. Crescere figli equilibrati in un mondo con troppi stimoli” (Bur) è il libro che cerca di orientare le famiglie, anche con il supporto pratico di schede che simulano i dialoghi tra genitori e figli.
Dottoressa, perché il sesso imperversa ovunque ma resta un tabù?
“Resta un tabù perché gli adulti sono i primi a non averlo superato come tale. Un paradosso incredibile se si pensa che oggi gli stimoli erotici sono dappertutto, che le donne nude vengono utilizzate per pubblicizzare pentole e alimenti, che la pornografia passa dallo smartphone dei nostri figli. Un bagno di sesso nel quale è ridicolo non parlare, appunto, di sessualità”.
Che cosa può succedere lasciando che ragazzi e ragazze molto giovani siano esposti al caos?
“I giovani restano storditi. Non sanno che, nella realtà, quando si fa sesso non c’è solo un corpo ma una persona, con le sue emozioni e i suoi sentimenti. Senza una guida rischiano gravidanze indesiderate, malattie e relazioni spersonalizzate. Non conoscono, in sostanza, il modo in cui collocare la sessualità nelle loro vite. Rischiano di sottovalutare la portata dello stupro, si autoespongono senza filtri alla pornografia”.

Anna Oliverio Ferraris
Anna Oliverio Ferraris

A che età i genitori dovrebbero prendere coraggio e parlare di sessualità?
“Dev’essere un’abitudine fin da quando i bimbi hanno due o tre anni e iniziano a farsi le prime domande sul proprio corpo, su come sono nati. I più piccoli s’interrogano, è inutile fare finta di niente: quando sono in auto e vedono le prostitute per strada, si chiedono chi siano e che cosa ci facciano lì. Non è certo un tema facile da affrontare ma ignorarlo non porta a nulla”.
Perché la parola “sesso” associata a “scuola” fa così paura?
“L’Italia è un paese strano: le forze più progressiste convivono con quelle più conservatrici. Siamo uno dei pochissimi Paesi europei che non sono riusciti a portare l’educazione sessuale tra i banchi di scuola. L’argomento, poi, in questi mesi è reso ancor più ostico dalla fantomatica teoria del gender portata avanti da alcune frange cattoliche e che non ha alcuna base scientifica. La sessualità è una cosa bella che continua ad essere dipinta come una cosa sporca”.
Chi ha più difficoltà a parlarne, le mamme o i papà?
“Direi che è soggettivo, dipende dai casi. Ho visto donne in difficoltà nell’affrontare il tema delle mestruazioni, figuriamoci quando è ora di parlare di eccitazione. La vera sfida è dare una direzione ai nostri figli, mantenendo però un equilibrio che ci preservi dall’essere invadenti rispetto alle loro vite. Il vantaggio sarà tutto loro”.

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g