“La Maratona di Londra 2015 era tutto per me. Mi sono allenata per un anno e, quando finalmente è arrivato il momento, è stato semplicemente epico. Abbiamo corso anche per le donne che devono nascondere il proprio ciclo, per le donne che non possono partecipare ad eventi atletici. Abbiamo corso per le donne che hanno sofferto per i crampi al lavoro e per le donne che hanno sconfitto il cancro al seno”.

Oltre i cliché, oltre l’abitudine a considerare il ciclo mestruale un ostacolo, oltre qualsiasi timidezza. Kiran Gandhi, 26 anni, laureata alla Harvard Business School of Economics, batterista professionista, è andata oltre tutto. Ha sfidato qualsiasi sguardo di disapprovazione e in occasione della Maratona di Londra, per la quale si era allenata duramente ma mai durante il ciclo, ha deciso di giocarsi il tutto per tutto, e di percorrere 26,2 miglia (42,1 km) senza assorbente. Al secondo giorno di ciclo. Quante di noi lo avrebbero fatto? Quante sarebbero rimaste pietrificate solo al pensiero della macchia di sangue che avrebbe raccontato a migliaia tra partecipanti e spettatori, che quell’atleta sta correndo con il ciclo mestruale?

Tra donne che non vanno al mare con il ciclo, donne che non fanno sport per paura di sporcarsi e donne che cercano in pantaloni scuri e assorbenti interni il perfetto alleato per nascondere le mestruazioni, questa storia va letta. Fino alla fine. Dal primo all’ultimo miglio.

“Ho corso con il sangue che scendeva lungo le cosce  – scrive Kiran – per tutte le sorelle che non hanno accesso agli assorbenti e per quelle che, nonostante crampi e dolori, nascondono il loro disagio come se non esistesse. Ho corso per dire: esiste, e lo superiamo ogni giorno”.

Il suo articolo è stato pubblicato e tradotto in italiano sull’Huffington Post. Per leggerlo clicca qui

Durante la maratona Kiran ha corso per l’associazione Breast Cancer Care, per la quale ha raccolto 5.000 euro.

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