Unire la solidarietà alla letteratura, far capire che leggere è bello ma donare lo è ancora di più. Questi gli obiettivi dello scrittore romagnolo Stefano Andrini, ex direttore del quotidiano La Voce di Romagna, impegnato in questi giorni a presentare il suo ultimo libro “Emilia Romagna segreta” (Historica Edizioni). Un impegno che va in parallelo con un esperimento letterario inedito partito il 4 maggio e che consiste nel pubblicare ogni giorno (tranne la domenica), su una pagina Facebook chiusa, i capitoli del secondo libro della trilogia iniziata con “Te Reo” (Edizioni Sensoinverso). La pagina (e quindi il romanzo) si chiama “Manene”: chi chiede di entrare, oltre a poter leggere le puntate della storia riceve la proposta di fare una piccola donazione (dieci euro) alla Fondazione Avsi, l’ong che si occupa di cooperazione allo sviluppo in trenta Paesi del mondo. Per un progetto specifico che riguarda i profughi in Iraq.
Ma perché Facebook? Tutto nasce dal primo libro, “Te Reo”: “Senza nessun ambizione di arrivare a pubblicarlo, ogni giorno su una pagina Facebook aperta mettevo i capitoli. Poco a poco l’interazione con gli utenti è cresciuta, facendosi sempre più interessante e proficua. I lettori mi davano suggerimenti sulla trama e sui personaggi al punto che un noto enologo mi ha mandato un consiglio tecnico sull’annata di un vino del quale avevo parlato. Un riscontro inaspettato che ho toccato con mano anche dopo, quando l’editore mi ha contattato proponendomi la pubblicazione e quando sono stato in giro a presentarlo”.
Ed è il contatto con le persone che ha spinto Andrini a spingersi oltre. Fino a quando, leggendo un giorno sul giornale dell’impegno di Avsi, che in Sierra Leone, durante l’epidemia di ebola, aveva aiutato i bambini a non perdere la scuola mandando in radio le lezioni, gli si è accesa la lampadina: amalgamare scrittura creativa e impegno sociale, utilizzando il web che gli aveva dato con il primo libro così tante soddisfazioni. “Su Internet – spiega lo scrittore – non hai possibilità di essere remunerato. E allora che fai? Nascondi i tuoi talenti? Fingi che non esistano? No, li metti in vetrina e ti godi il ritorno fatto di incontri e scambi con le persone”.
Da “Manene” Andrini si aspetta molte cose: “Non solo la pubblicazione, che è quasi certa. Ma anche la generosità delle persone a donare ad Avsi. Se tutto va come spero, mi piacerebbe dar vita a un club di scrittori italiani che si impegnino a favore di progetti sociali e umanitari”.
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