Chi è senza stress alzi la mano! Oggi essere stressati è una condizione condivisa da tutti. Chi più, chi meno… Il termine stress è diventato una parola simbolo degli anni Duemila, usata come sinonimo di tensione nervosa elevata, preoccupazioni continue, superlavoro, perfezionismo, alta competitività…
Si lavora a tutte le ore, perché a tutte le ore c’è una ‘notifica’: un messaggio, un sms, un’email, qualcuno che ci ha cercati sui social. E a casa, spesso, sono altri problemi: i doveri coniugali, familiari, un parente malato, i conti di fine mese. Chissà cos’altro.
“Si può quindi arrivare al punto in cui si è sempre al telefono, sempre a leggere e inviare e-mail, il punto in cui stai sempre reagendo a qualche stimolo e tutto il tempo è dedicato al fare e non all’essere. Il punto in cui siamo sempre di corsa e diventiamo isolati, non solo rispetto agli altri, ma anche rispetto a noi stessi, alla dimensione corporea” scriveva Kabat-Zin nel 1989, e non aveva ancora visto nulla.
Ma lo stress non è solo questo: può essere causato da un momento critico della propria vita, da insoddisfazioni nei rapporti interpersonali, da un modo di essere che non ci appartiene, dalla ripetitività di comportamenti lontani da ciò che davvero vorremmo per noi.
Il corpo non è un bidone a capienza infinita. Raccoglie, raccoglie e alla fine esplode. Quando tutto quello che buttiamo dentro non entra più, si difende rilasciando: dolori fisici, emozioni eccessive o pensieri stagnanti sono spesso gli oggetti di questo rilascio. E invece di ascoltare i suoi messaggi abbiamo la tendenza a rinnegare, a lottare contro questi rilasci in quanto ritenuti sbagliati, inopportuni, inadeguati all’idea che abbiamo o che vorremmo avere di noi stessi e del nostro corpo. Questo tentativo è naturalmente vano e comporta solo irrigidimento, complicazioni e sofferenza. E così aumenta lo stress.
Esiste un metodo per non soccombere: imparare a gestire emozioni e pensieri. Il dottor Diego Pedrazzoli, istruttore di Tecniche di Rilassamento e di Riduzione dello stress, ha portato in Romagna il programma MBSR (Mindfulness based stress reduction), un corso per la riduzione dello stress, inteso come malessere o sofferenza psichica o fisica, scientificamente validato, praticabile in otto settimane, più una giornata intensiva.
La pratica della mindfulness si propone, infatti, di sostituire alcuni comportamenti reattivi, automatici e distruttivi con scelte consapevoli ed appropriate al contesto che stiamo vivendo. Questo è un passaggio cruciale per recuperare il benessere psicologico e l’integrazione mente-corpo.
La mindfulness (consapevolezza) educa ad osservare intenzionalmente e senza giudizio le proprie emozioni e i propri pensieri accogliendoli così come si manifestano, senza paura o intolleranza, facendogli spazio; aiuta ad accettare un’idea di se stessi nuova, molto più ampia e variegata di alcuni stereotipi rigidi, fossilizzati, che nel tempo abbiamo costruito per difenderci dalle varie forme di sofferenza fisica o psichica. Allo stesso tempo insegna a non essere immediatamente coinvolti dalle proprie emozioni e a non reagire ad esse automaticamente. Con grandi benefici per se stessi e per le persone che ci circondano.
Grandi aziende come Google, eBay, Twitter, Deutsche Bank, Ibm grazie al programma MBSR hanno migliorato le prestazioni dei dipendenti, riducendone lo stress e aumentandone la produttività.
Oltre 3.000 studi scientifici hanno dimostrato che la consapevolezza rivolta al corpo, alle emozioni alla mente e ai processi che ne derivano è la via per la salute psicofisica e la rampa di lancio per la calma che conduce alla gioia.
Il momento per prendersi cura di se stessi è adesso. Per maggiori informazioni contattare il dottor Diego Pedrazzoli clicca qui.
In questo articolo ci sono 0 commenti
Commenta