fonte battesimaleBattezzare i propri figli per far contenti i nonni. O perché si è sempre fatto così. Salvo poi, ai propri bambini, non far più mettere piede in chiesa. Un problema che la blogger Erica Vecchione ha segnalato qualche giorno fa sul Fatto Quotidiano: “Quasi tutti dicono di averlo fatto per accontentare il desiderio insistente dei nonni che ci tenevano”.

E la Vecchione evidenzia il paradosso: “Una cappella in ogni frazione, crocifissi nelle scuole, chiese vuote”. E quell’ombra del limbo che minaccerebbe ancora – nell’immaginario collettivo – i figli non battezzati: “L’attuale pressione dei nonni nel voler ripulire l’anima ai propri nipoti, conferma che l’ombra del peccato originale sia ancora presente. I nonni sono i baby-sitters che fanno andare avanti il Paese, in molti casi impiegati su base giornaliera con contratti da fame a tempo indeterminato. Recuperano i nipoti da scuola, li aiutano nel fare i compiti, li portano a calcio e a danza, cucinano primo, secondo e contorno, spingono passeggini con neonati strillanti nei parchi cittadini, corrono affannati dietro nipoti scalmanati, e credono di poter accampare qualche diritto nelle scelte (personalissime) dei genitori. E per quieto vivere, i figli accondiscendono”.

E il dibattito potrebbe continuare all’infinito, per esempio sulla scelta di avvalersi o meno della religione a scuola: decisione che spetta a chi? Genitori? Figli? O nonni?