padre separato“Non siamo contro le mamme. Non siamo nemmeno contro l’assegno di mantenimento. Siamo, però, contro le denunce facili ai papà, contro le separazioni strumentalizzate. Siamo a favore dei nostri figli, siamo per il loro bene”. Daniele Di Tondo è il segretario dell’associazione “Figli liberi” che si è appena costituita a Forlì e che – dalle prime intenzioni – mira a portare avanti in tutta la Romagna una battaglia sociale e legislativa che va sotto la parola “bigenitorialità”. Un termine poco usato ma che racchiude un principio “tutelato dalla legge 54 del 2006”.

Daniele è padre di tre figli di 17,13 e 10 anni. Separato, è stato allontanato per sei mesi dai bambini. Ma sulla sua storia personale non vuole spendere parole: “Mi interessa lottare per tutti i padri che sono passati da un’esperienza come la mia, mi interessa che a livello istituzionale si comprenda la gravità di alcune situazioni familiari nelle quali il padre è costretto solo a versare soldi all’ex moglie, a non vedere i figli, ad andare in bancarotta”.

L’associazione, che al suo interno ha avvocati e psicologi, fornisce anche un sostegno agli uomini, organizza corsi e attiverà un gruppo di auto mutuo aiuto: “Purtroppo per i papà in difficoltà si fa ben poco. Nei Centri per le famiglie esistono una miriade di servizi dedicati alle mamme. Per i papà, invece, il vuoto: manca un punto d’ascolto, manca uno sportello. Nessuno li aiuta“.

E a chi obietta che i padri, a volte, finiscono per essere violenti, Di Tondo risponde così: “Siamo contro ogni forma di violenza. Siamo però a dire che molti papà vengono maltrattati dalle ex compagne. Il problema è che non se ne parla. Molte donne usano lo strumento della denuncia per ottenere soldi. Gli affidi condivisi, nella maggior parte dei casi, non vengono applicati: il giudice colloca il bambino in una casa e decide per quanti giorni alla settimana il padre può vedere i figli. Sulla base di questo, si calcola l’importo dell’assegno di mantenimento. Per averlo più alto, alcune mamme denunciano: così ottengono l’affidamento e anche più soldi. Una guerra tra poveri, poverissimi. Peccato che, come dice il giudice Carmen Puglisi, l’80 percento delle denunce in fase di seperazione sono false“.

“Figli liberi” punta anche a costituire, in sede comunale, un registro della bigenitorialità nel quale ai figli di genitori separati venga abbinato il doppio domicilio del padre e della madre: “Un segnale dell’importanza, per i bambini, di entrambe le figure genitoriali. Al registro, ovviamente, va abbinata l’apertura degli sportelli bigenitoriali, organi di garanzia del registro”.

Di Tondo si dice a favore di mamme, nonne e zie: “La nostra associazione non è un centro-uomo, affatto. Diciamo sempre ai papà che se le mogli non li vogliono più, devono farsi da parte e pensare solo ai figli. Peccato che spesso le tensioni e le denunce portino a situaziono estreme, con uomini che perdono anche il senso del limite, non rispettando gli ordini del giudice. Mi ha telefonato un papà qualche giorno fa: pur di stare un po’ con la figlia se l’è tenuta cinque giorni, anche se non poteva farlo. Ecco, a questo non bisogna arrivare”.

Qui la pagina Facebook dell’associazione
Qui sotto il video in cui Carmen Puglisi parla delle accuse strumentali ai padri