Un racconto dedicato al suo primogenito, che se fosse nato vivo il 14 dicembre avrebbe compiuto trent’anni. Lo abbiamo letto pubblicato sulla sua pagina Facebook e abbiamo chiesto a Stefano Andrini, giornalista, già direttore del quotidiano La Voce di Romagna, di poterlo condividere anche sulle pagine di Romagna Mamma.
Che quei genitori, tanti, che ci leggono e che hanno condiviso lo stesso dolore, possano leggerlo come una carezza sull’anima.

Racconto di Natale.
La nuvoletta di Giacomino.
di Stefano Andrini
Sulla sua nuvoletta Giacomino stava molto bene. Per questo non aveva nessuna fretta di scendere sulla Terra. Ed era diventato anche molto bravo a giocare a nascondino con i suoi futuri genitori. Che ogni mattina si alzavano e scrutavano il cielo senza mai vedere uno straccio di nuvola. Un giorno, tuttavia, qualcuno, non è dato sapere se un altro angelo o addirittura il principale, gli diede uno spintone. E Giacomino si ritrovò, come tutti i bambini di questo mondo, prigioniero nella pancia della mamma. Certo i comfort non mancavano: vitto e alloggio gratis, per esempio. E il divertimento pure: come quando periodicamente un signore con pochi capelli in testa spalmava un liquido sulla pancia della mamma e lui si metteva in posa per la foto. Ma nove mesi sono lunghi. Giacomino continuava a pensare alla sua nuvoletta. A pochi giorni dal Natale , quando al pari di Gesù avrebbe dovuto traslocare nella sua personalissima mangiatoia, il desiderio di libertà divenne così forte che Giacomino per un attimo si dimenticò di respirare e di nutrirsi. Una distrazione fatale. In men che non si dica si ritrovò sulla sua nuvoletta. Ma non era solo: con lui c’era l’Altissimo in persona. “Caro Giacomino”, disse con voce burbera Dio padre onnipotente, ben tornato. Ma non pensare che tutto sia come prima. Ora hai un compito. Dovrai essere il personal trainer di papà, mamma e dei fratelli che arriveranno. Li dovrai coccolare, prendere a scapaccioni quando serve, sorreggerli quando le catastrofi della vita sembreranno sabbie mobili dalle quali non si riesce a scappare”. E così fu. Giacomino, ogni giorno che Dio mandava in Terra, indossava la divisa da super angelo, timbrava il cartellino e si metteva al lavoro per evitare che la sua famiglia si cacciasse in troppi guai. Nel giorno del suo trentesimo compleanno si accorse che nella casa c’era una gran confusione. Buttato l’occhio vide una grande torta con trenta candeline. Attorno alla quale mamma, papà e i due fratelli cantavano a squarciagola. Una lacrima scese giù dalla nuvola. Pioggia in arrivo fu il commento unanime. Ma in cuor loro, mamma and co. sapevano che il meteo non c’entrava nulla. Buon compleanno Giacomino.
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