“Sono cotto di te”: cucinando insieme le coppie si rinsaldano

sono cotto

Si esce a pancia piena, questo è certo. Ma soprattutto, con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per la coppia. Di aver tirato fuori risorse nascoste, di essersi soffermati su aspetti che non avevamo preso in considerazione. Per superare, magari, piccole crisi quotidiane. Si cucina, si prepara, ci si sporca le mani partecipando a “Sono cotto di te”, un format inventato – caso strano, a tavola – da tre amici: Cristiano Pravadelli, che nella vita è psicologo e coach; Marco Scarmagnani, consulente di coppia; e Davide Piva, chef. Un’esperienza che viene proposta, in genere, a gruppi di 10-12 coppie. E non è necessario conoscersi. Cristiano Pravadelli, che come i due colleghi è anche padre, da poco è uscito anche in libreria con l’omononimo libro pubblicato da Terre di Mezzo e scritto a quattro mani con il nipote Mattia Tasso. I due hanno firmato anche “Una vita ad arte”, che fa parte della stessa collana, “PraticaMente”.
Cristiano, chi arriva a “Sono cotto di te”? Coppie in crisi?
“No, lo abbiamo scoperto vivendo. Arrivano coppie che sentono il bisogno di condividere qualcosa di diverso dalla spesa, dalle vacanze. Coppie con una storia, che sono chiamate a ripercorrere tra un piatto e l’altro. Coppie più o meno affiatate. Durante il format si cucina, si degusta, si ride, si gioca per cinque lunghe ore: un modo per confrontarsi, parlare, aprirsi a riflessioni infinite”.
Ci sono, spesso, figli di mezzo?
“Molte coppie hanno figli, sì. Ecco perché alcune ci hanno chiesto se per caso abbiamo un servizio di baby-sitting. La risposta è no, comporterebbe altri costi. Ma stiamo valutando di consentire ai papà e alle mamme di portarsi dietro i bambini. Non è facile, per una famiglia, trovarsi cinque ore libere senza figli”.
Al di là del cibo, quali sono gli ingredienti principali dei vostri incontri?
“Il divertimento, il tornare bambini, compagni di gioco. La dimensione ludica apre ad una presa di consapevolezza molto forte, che nel cibo trova terreno fertile. Imparare a gustare, a conoscere i gusti dell’altro: sembrano cose banali ma per una coppia sono un forte collante. l cibo come metafora della vita sarà anche il leitimotiv di un altro format al quale stiamo pensando e che sarà dedicato alle coppie che già hanno partecipato a ‘Sono cotto di te’. Si chiamerà “Sono bis-cotto di te” e sarà basato sulla pasticceria”.
SonoCottoDiTeDove siete attivi?
“Per ora in Veneto, Lombardia e Trentino ma andiamo dove ci chiamano. Basta che ci sia un gruppo non troppo esiguo di coppie e che sia disponibile una stanza con diversi tavoli e non necessariamente una cucina. Noi arriviamo già col catering, molte cose sono solo da assemblare e finire di preparare”.
Un ricordo particolare di una delle volte in cui avete ripetuto il format?
“Ci è successo di ascoltare il confronto tra una coppia con figli grandi e già fuori casa e una coppia in procinto di sposarsi: è stato bello vedere come la seconda si stupisse del fatto che la prima, anziché passare tutto il tempo libero insieme, cercasse invece nuovi spazi da vivere in solitudine, dopo una vita insieme. Una testimonianza credibile e poco tecnica di come, ad una certa età, non si aspiri più a perdersi nell’altro. Dopo, contano altre cose”.

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