Ogni dieci nati, uno è prematuro: a Rimini assistiti 3.400 bambini in un anno

NeonatoIl 17 novembre si celebra la Giornata mondiale del neonato prematuro, una condizione che in Italia interessa il 10 per cento dei nuovi nati. Quest’anno a Rimini ci sarà un motivo in più per festeggiare. Poche settimane fa è infatti nata l’Associazione “La Prima Coccola”, composta da genitori che hanno avuto bimbi ricoverati presso la “Terapia Intensiva Neonatale” (Tin) dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, perlopiù gravemente prematuri, che si sono conosciuti nel corso della loro esperienza in reparto, e che ora intendono mettere quella loro esperienza a profitto di altre famiglie che si trovino nelle medesime condizioni.

“Quando ti confronti con altri genitori che hanno avuto la tua esperienza – raccontano le mamme fondatrici – capisci che le ansie e le paure sono le medesime. Di qui l’idea dell’associazione: aiutarci tra noi e aiutare anche coloro che vivranno la stessa esperienza. Abbiamo già aperto un profilo Facebook per farci conoscere, stiamo facendo iniziative di autofinanziamento e abbiamo già ricevuto alcune donazioni”.

Ed è proprio l’associazione “La prima coccola” , in collaborazione col reparto Tin, che si è fatta promotrice dell’illuminazione di viola, in questi giorni, di un simbolo della città: l’arco di Augusto.

L’Unità Operativa fornisce assistenza a circa 3.400 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo (circa 200 l’anno il numero complessivo di prematuri), che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. Non tutte le famiglie sono riminesi: talune scelgono la struttura dell’”Infermi” per la competenza. Il dato è rimasto costante negli ultimi anni.

I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale. E’ disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.
La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale  per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L’Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la Tin di Rimini è uno dei pochi reparti aperto alle famiglie 24 ore su 24, avvalendosi della collaborazione di una psicologa che può seguirle dalla  degenza in Ostetricia a quella in Tin.

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