Fumo, farmaci, obesità, sostanze tossiche in gravidanza. Ma per una volta non si parla delle future mamme, ma dei futuri papà, i cui comportamenti prima, durante e dopo la gestazione e il parto non sembrano mai venire presi in sufficiente considerazione. A colmare la lacuna ci ha pensato uno studio, condotto attraverso un questionario on line su oltre mille futuri padri, dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù.
Circa un terzo degli intervistati ha dichiarato di fumare, nonostante sia noto il coinvolgimento del fumo nello sviluppo di malformazioni fetali. Inoltre, i figli di padri fumatori corrono un rischio maggiore di sviluppare la leucemia linfoblastica acuta infantile. Un rischio che aumenta in proporzione alla quantità di sigarette fumate.
L’esposizione a sostanze tossiche, soprattutto per motivi professionali, interessa invece il 22 per cento dei futuri padri. Particolarmente pericolosa per la salute del bambino è l’esposizione a gas di scarico, pesticidi, solventi, piombo. Tutte sostanze che fanno aumentare il rischio di tumori infantile e di difetti del tubo neurale (spina bifida).
Anche l’obesità paterna, infine, può costituire un fattore di rischio per l’alterazione del Dna fetale nelle prime fasi di crescita embrionale.
Per sensibilizzare all’importanza di uno stile di vita sana, il Bambin Gesù ha avviato da diversi anni una campagna informativa attraverso il sito www.mammainforma.it.

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