BESTACK, il consorzio non profit di ricerca che ha sede operativa a Forlì e che riunisce a livello nazionale i produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta, porta la sostenibilità sui banchi di scuola con il Progetto delle Buone Idee, un’iniziativa ludico-didattica rivolta agli alunni delle scuole elementari di tutta Italia (classi quarta e quinta) per sensibilizzare i ragazzi e i loro insegnanti sull’impatto ambientale del packaging, su una corretta alimentazione a base di frutta e verdura e sull’importanza delle risorse rinnovabili, come il cartone ondulato, materiale prezioso e amico della natura, 100% green.
Il Progetto prevede nello specifico un percorso ludico didattico nelle scuole – che comprende anche una guida online per insegnanti e genitori e delle video lezioni – e un concorso di creatività per piccoli fumettisti in erba.
Sono aperte fino al 15 novembre le iscrizioni per l’edizione 2014/2015 del concorso: le classi di tutta la Penisola sono chiamate a realizzare elaborati grafici in formato A4 sotto forma di fumetto, illustrazione o vignetta ispirati a quattro temi: “La carta viene dal bosco e al bosco ritorna”, “L’anima del cartone è ondulata… Anche gli imballaggi hanno un’anima”, “Pulito è bello”, “Rinnovabile e Riciclabile. Nessun altro come il cartone ondulato rispetta l’ambiente”. Per partecipare alla selezione occorre inviare la richiesta a progettodellebuoneidee@bestack.com.
Tra i diversi premi previsti spiccano per i primi tre classificati una visita guidata in un’oasi del WWF, una lezione in classe per imparare a disegnare fumetti e cartoon e diversi abbonamenti a riviste di approfondimento e manuali ambientali pensati per i più piccoli.
Cartone ondulato: il packaging amico dell’ambiente
Il cartone ondulato è un materiale prezioso e rinnovabile, 100% green. La materia prima utilizzata per produrre imballaggi in cartone ondulato proviene da foreste gestite in modo responsabile, dove per ogni albero tagliato ne vengono piantati tre. Con un doppio beneficio: gli alberi più giovani introdotti nel sistema hanno processi di fotosintesi più accelerati e quindi sono in grado di assorbire dall’atmosfera una maggiore quantità di anidride carbonica, contribuendo quindi a ridurre l’effetto serra.
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