“Torna la polio nel mondo”: le Ausl chiamano i genitori per i vaccini. Ma per morbillo e rosolia cala la copertura

vaccino

Torna la polio in diversi Paesi del mondo e con il calo della copertura vaccinale le Ausl corrono ai ripari invitando caldamente i genitori a vaccinare i bambini, soprattutto per questo tipo di malattia.

Secondo governo e istituzioni, infatti, per evitare che ritornino alcuni focolai di malattie debellate è importante che la copertura avvenga in maniera massiccia e non a macchia d’olio. “Non basta che a sottoporre il bambino al vaccino sia solo il vicino di casa, pensando così che il proprio figlio non sarà colpito” sintetizza il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in uno dei dibattiti apparsi su vari quotidiani negli ultimi giorni.

A Rimini, per esempio, l’Ausl ha inviato una lettera ai genitori spiegando che “il 5 maggio 2014 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che la diffusione straordinaria di Poliovirus selvaggio registrata nel 2014 è un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”. Attualmente risultato interessati dall’infezione, secondo le Aziende sanitarie, dieci Paesi.  La lettera si conclude invitando le famiglie a regolarizzare la vaccinazione dei propri figli, sia nel caso il ciclo non sia mai stato eseguito o nel caso sia stato interrotto.

L’antipolio è infatti un vaccino a più richiami che viene somministrato insieme ad altri antigeni e per la prima volta con il vaccino esavalente del terzo mese di vita e in seguito al quinto e poi all’undicesimo mese di vita. A noi di Romagna Mamma ci sono giunte segnalazioni di alcune mamme di Ravenna che di fronte al rifiuto di fare il richiamo delle vaccinazioni ai bimbi di 5 anni sono state invitate a fare almeno quella per la polio. “E’ una malattia che sta tornando – spiega Laura -e così mi hanno  spiegato che è importante il richiamo. Ho rinunciato a quello per il morbillo ma ho ceduto sulla polio per paura”.

Quanto a morbillo e  rosolia c’è stato un calo della copertura vaccinale del 25%. Secondo il presidente della Società italiana d’igiene (SItI) Michele Conversano ciò è dovuto “alle campagne di controinformazione antivaccinale” che vengono fatte in molte città della penisola.  I cali sembrerebbero più evidenti in quelle città  in cui le associazioni che si occupano della campagna antivaccinale sono più attive.

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