Tiroide e poliabortività: meglio controllare prima di concepire

gravidanzaLa Settimana mondiale della tiroide che si celebra fino al 25 maggio è l’occasione per parlare anche del legame con la gravidanza. Lo facciamo con la dottoressa Daniela Pancotti, responsabilità dell’unità semplice di Endocrinologia dell’Ausl di Piacenza.
Dottoressa, quali sono le problematiche della tiroide che incidono sull’andamento della gravidanza?
“L’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo. Ma a volte è la gravidanza, a causa di una carenza di iodio, a scatenare i problemi, che spesso rientrano dopo il parto”.
Meglio, quindi, fare controlli prima del concepimento?
“Se una donna ha già avuto aborti spontanei, è bene fare un Tsh reflex prima di cercare altre gravidanze. In questo modo, se ci sono valori che non vanno bene, si può iniziare la terapia”.
Ci sono controindicazioni?
“Nessuna. Danno solo il vantaggio di affrontare la gravidanza in sicurezza. In caso di ipotiroidismo, infatti, si scongiura il rischio di poliabortività in maniera consistente”.
Quali devono essere i parametri del Tsh durante la gestazione?
“Non deve superare i 2,5 nel primo trimestre, i 3 nel secondo e i 3,5 nel terzo. L’ideale sarebbe restare tra 1,5 e 1,8”.
L’ipertiroidismo, invece, è comune?
“Meno. Lo è molto di più l’ipotiroidismo, che si cura con l’Eutirox. Nel caso dell’iper, invece, che si controlla con il dosaggio della tiroxina libera (FT4), in genere si somministrano in maniera alternata Tapazole e Propycil”.
Dalla sua esperienza che consiglio darebbe alle donne che vogliono diventare mamme?
“La mia esperienza dice che il pericolo maggiore si corre quando si affronta una gravidanza senza essere consapevoli di avere problemi alla tiroide”.

Oggi dalle 8 alle 13 la dottoressa Pancotti effettua ecografie e visite gratuite nell’ambulatorio dell’ospedale di Piacenza ai pazienti che non hanno mai avuto contatti con endocrinologi ma che hanno parenti di primo grado con problemi tiroidei.

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