Famiglia sfrattata: il bimbo è disabile. Letizia: “Siamo preoccupati”

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Una casa per la famiglia sfrattata in via San Gaetanino: l’associazione Letizia è preoccupata soprattutto per il minore disabile

Una famiglia sfrattata. La mamma mandata in albergo dai servizi insieme al figlio minore disabile. Il babbo ospitato temporaneamente da un conoscente. Il caso di via San Gaetanino a Ravenna fa discutere. Soprattutto perché di mezzo c’è un bambino con un grave ritardo mentale e comportamenti aggressivi. Giovanni Santoro, presidente dell’associazione Letizia, è preoccupato: “Si tratta di un ragazzino che qualche mese fa ha messo ko quattro operatori perché violento, che è difficile da gestire anche per la mamma. Mi chiedo come riuscirà a stare in uno spazio stretto, allontanato dalla dimensione domestica”.

Santoro conosceva il caso ma non è stato coinvolto direttamente dal Comune o dall’Asp per trovare soluzioni più strutturali a situazioni simili: “Sono consapevole che gli enti pubblici non possono accollarsi tutte le spese. Ma quanti immobili esistono sfitti o vuoti in città? Sicuramente molti. Mi chiedo perché la politica locale non attui una concertazione con i privati per destinarli alle persone sfrattate e bisognose. Basterebbe mettersi d’accordo su affitti calmierati, in cui gli enti fanno da garanti. Cercare di arginare le emergenze tamponandole non è più sufficiente, bisogna trovare delle strategie: vista la crisi, gli sfratti sono destinati ad aumentare. Bisogna chiamare le parti ad un tavolo, discuterne. Noi, come associazione Letizia, abbiamo il centro ‘La Macina’, avremmo potuto destinarne una parte al piano di sopra per la famiglia di via San Gaetanino. Ma non ci hanno allertati in tempo”.

Il problema, Santoro, lo vive anche in qualità di amministratore di sostegno per cinque anziani: “Il marito di una signora che ora è in casa protetta è morto da poco e lei non tornerà nella casa di proprietà, che è grande 200 metri e ha quattro stanze da letto. Sarebbe buona cosa metterla in affitto, ad un prezzo concertato, ad una famiglia senza alloggio o che non può permettersi di pagare le cifre che il mercato propone, come quella di via San Gaetanino. I servizi sociali potrebbero prenderla in carico. Ma sto combattendo perché ci si possa riuscire”.

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