Donna indagata per infanticidio: ha abortito da sola e gettato il bimbo nel cassonetto

carabinieri polizia forze dell'ordineC’è una donna indagata per infanticidio e un bimbo gettato nel cassonetto che non è mai stato trovato. Questa la vicenda che stanno cercando di ricostruire i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Rimini. La storia risale al luglio dello scorso anno quando una 43enne straniera si presenta al Pronto Soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini per un’emorragia. I medici rilevano tracce di placenta e di cordone ombelicale e la versione data dalla donna, che parla di un aborto spontaneo al sesto mese di gravidanza, non li convince. I sanitari avvertono allora i carabinieri: a loro la donna dice di aver seppellito il feto morto dopo l’aborto.

Ma le indagini mettono in luce un’altra verità: il bimbo è stato gettato in un cassonetto, come poi dichiarato dalla donna nel corso degli interrogatori. I carabinieri, però, non hanno trovato alcuna traccia del corpicino. Non solo: non c’è stato nessun aborto spontaneo, visto che la 43enne sembra aver assunto farmaci per indurre l’aborto. Di mezzo ci sarebbe anche un amico della donna, un connazionale che le avrebbe fornito le medicine e che ora è indagato per lo stesso reato.

Pare non sapesse nulla, invece, il compagno della donna, che ha dichiarato di non essersi mai accorto che la donna fosse incinta.

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