E dopo la suora di Rieti rimasta incinta “senza accorgersene”, le religiose offrono un’altra occasione per farci sorridere un po’ in questi cupi tempi di crisi. Si tratta di un’altra vicenda, manco a dirlo, a sfondo sessuale.
L’episodio è avvenuto a Vicenza, alla scuola elementare paritaria Farina gestita dalle suore dorotee. Sì, proprio quelle da cui prese nome una morigeratissima e moderatissima corrente della Democrazia Cristiana. Sulla lavagna interattiva doveva comparire un concerto invece, come riporta il quotidiano Il Gazzettino, è saltato fuori un film porno con una mega orgia.
Le suore si sono scusate coi genitori dicendo che la maestra laica avrebbe inserito una chiavetta Usb “sbagliata” ma restano due nodi da risolvere. Uno di ordine morale: a chi appartiene la chiavetta a luci rosse? Ad una consorella? Alla maestra? Al bidello? O, come qualcuno si è affrettato a far sapere, ad un non ben precisato genitore? L’altro di ordine giuridico: le famiglie dei bambini, che sono rimasti scioccati, vogliono adire le vie legali e chiedere un corposo risarcimento.
Al sorriso che strappa questo caso – non certo ai babbi e alle mamme degli alunni, però – si aggiunge una riflessione su come siano cambiati i tempi. Solo quarant’anni fa, ai tempi in cui molti dei genitori dei piccoli andavano all’asilo, il Veneto rappresentava uno dei baluardi della Dc – che da sola prendeva il 57% nel collegio Verona-Padova-Vicenza-Rovigo – e della morale cattolica. Dal Garda fino alla Laguna, dalle Dolomiti fino al Polesine, i devoti elettori della Balena Bianca avevano perfino una preghiera laica rivolta ai loro politici di riferimento: “Rumor è il Padre, Bisaglia è il Figlio, la corrente dorotea è lo Spirito Santo”. Oggi, al limite, resta qualche spiritosaggine…
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